Una nuova ricerca, promossa dall’istituto di statistica CBS e dal TNO Institute, ha portato alla luce un aumento di casi di burnout tra i lavoratori olandesi.

Quasi 1,3 milioni di persone nei Paesi Bassi, ovvero il 17% della popolazione attiva, hanno lottato con i sintomi del burnout nel 2021. La cifra è tornata in linea con i livelli pre-coronavirus, dopo essere leggermente diminuita nel 2020, grazie all’aumento del lavoro da casa.

I ricercatori affermano che quattro lavoratori su 10 ritengono che sia necessario adottare misure per ridurre lo stress sul lavoro e il 37% afferma che la pressione del proprio lavoro o lo stress li ha portati a doversi prendere una pausa.

Lo scorso anno questo si è tradotto in una perdita di 11 milioni di giorni di lavoro, per un costo di circa 3 miliardi di euro.

Una delle categorie più a rischio è quella degli insegnati, che hanno più probabilità di andare in burnout a causa dello stress.

Nel frattempo, il Financieele Dagblad riferisce che i datori di lavoro stanno iniziando a imporre maggiori restrizioni sul lavoro da remoto. Circa il 70% dei datori di lavoro olandesi prevede di limitare le opzioni di teleworking  o di ridurre il numero di lavori ibridi.

I dati provengono da un sondaggio internazionale di Linkedin, che ha coinvolto 2.900 aziende con oltre 1.000 addetti. Inoltre, il numero di offerte di lavoro online in cui l’orario è dichiarato come flessibile è diminuito di un terzo dallo scorso settembre.