Nelle scuole primarie olandesi sono sempre di più i bambini vittima di bullismo. E aumentano i genitori e gli insegnanti all’oscuro della situazione. Un terzo delle vittime non denuncia l’accaduto ai docenti, in famiglia o agli amici. Un risultato riportato dallo studio “Metodi contro il bullismo” condotto da cinque università in collaborazione con l’Insituto Trimbos.

Il 30% dei bambini olandesi è stato almeno una volta bullizzato. Un ragazzo su 14 subisce umiliazioni anche più di una volta a settimana. Stando allo studio, un terzo delle vittime non ne ha mai parlato con nessuno.

Bram Orobio de Castro, professore a Utrecht a capo della ricerca, si dice esterrefatto da una così alta percentuale di episodi di bullismo. “Ipotizzavano che il numero di bambini bullizzati potessere essere più grande nella pratica, ma mai avremmo creduto in questa scala” racconta a RTL.

Secondo Orobio de Castro ci sarebbero molte ragioni per cui i bambini nasconderebbero di aver subito umiliazioni. “Spesso temono che gli adulti non gestirebbero correttamente le informazioni, ne parlerebbero magari con troppa gente. Oppure sono spaventati di venire additati come piagnoni che cercano riparo dai genitori”. Il docente crede anche che molte vittime di bullismo si ritengano erroneamente colpevoli. “Si vergognano talmente tanto da volere affrontare la situazione da soli. Credono che siano episodi che possono solo portarsi dietro. I ragazzi si costruiscono delle convinzioni pesanti e cattive che nessuno può correggere rimanendo taciute”

Dal 2015 le scuole olandesi sono obbligate per legge a monitorare annualmente se gli alunni si sentono al sicuro nei luoghi d’istruzione. Uno degli obiettivi di questo monitoraggio è appunto contrastare il bullismo. Gli istituti possono anche tenere corsi anti-bullismo approvati dall’Ispettorato all’Istruzione.

I ricercatori hanno preso in esame questi corsi e hanno riscontrato che quattro di questi contribuiscono realmente alla riduzione delle violenze. I corsi giudicati utili dai ricercatori sono stati il PRIMA, KiVa e il Taakspel, pensati per l’intera classe. Anche il Kidzzzz è risultato proficuo, è un programma che si applica ai singoli studenti.

Secondo i ricercatori i corsi anti-bulllismo non dovrebbero essere obbligatori: non tutte le scuole ne necessitano. Ma gli istituti che affrontano questo problema, dovrebbero assicurarsi che i corsi venissero promossi e realizzati propriamente. Ci sono alcune scuole che li mettono in pratica solo parzialmente. “Spesso i corsi vengono trascurati perché richiedono troppo tempo e gli insegnanti non ne hanno abbastanza” spiega Orobio di Castro. “L’obiettivo ideale sarebbero corsi più brevi focalizzati su punti essenziali e insegnanti in grado di gestirli veramente”.

Orobio de Castro ritiene che interrogare gli studenti sul bullismo nelle scuole dovrebbe rimanere obbligatorio. “Se non si chiede direttamente ai ragazzi se siano stati vittima di bullismo, si possono commettere errori. Gli studenti devono poter avere un luogo in cui sentirsi liberi di parlare e devono percepire che la scuola potrebbe davvero intervenire, senza rendere pubblica la situazione in maniera inappropriata”.