La Ministra della Mobilità Elke Van den Brandt (Groen) è stufa dei grandi e pericolosi “megatruck” che causano disagi nelle strade di Bruxelles e sono, tra l’altro, i più inquinanti. Uno studio commissionato da Bruxelles Mobilità/ Brussel Mobiliteit dovrà determinare entro la fine del 2023 il modo migliore per cacciare le auto-fuori strada dalla città. Alcune città straniere hanno già adottato misure, dice Bruzz.
Il mese scorso, a Parigi, è stato deciso che i proprietari di SUV dovranno pagare di più per il parcheggio a partire dal prossimo anno. Le nuove misure sono ancora molto vaghe, tuttavia. L’amministrazione comunale ha approvato “una tariffazione progressiva” del parcheggio in base al peso e alle dimensioni del veicolo. La misura non è ancora stata definita tecnicamente.
A Bruxelles si pagano già 120 euro in più per una carta di parcheggio se l’auto è più lunga di 4,9 metri a Jette, Schaerbeek ed Elsene. Inoltre, sono state proposte misure a Amsterdam, New York e Grenoble, ma non sono ancora state adottate misure concrete.
Quello che le iniziative esistenti mostrano soprattutto è che ci sono molte modalità di regolamentazione degli SUV e che si devono fare scelte difficili. Questo inizia con la definizione stessa di cosa sia esattamente un SUV. “Il termine SUV è un nome commerciale utilizzato dai produttori”, afferma Stijn Daniels, esperto di mobilità presso la KU Leuven a Bruzz. In pratica, per evitare di fare una lista di auto “aggressive” sono necessari parametri tecnici, quali la lunghezza o il peso.
Questo richiede scelte tecniche e politiche complesse che devono tenere conto anche delle persone svantaggiate socialmente nella società. E ci sono ancora molte possibilità aperte: dal divieto dei SUV in determinate aree – come le zone a bassa emissione o nelle strade delle scuole – a tasse aggiuntive o parcheggi più costosi.






