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Negli stagni di Ixelles (Place Flagey) sono stati ripescati circa 5-6 tonnellate di rifiuti, come riportato da Nabil Messaoudi, assessore alla pulizia pubblica. Tra cui tre pistole, una delle quali molto vecchia, un fucile e  sei casseforti. A giugno, 12 casseforti erano già state rimosse dall’acqua.

Inoltre sono stati rinvenuti quasi una dozzina di biciclette e un gran numero di scooter, un’enorme quantità di bottiglie, lattine e bicchieri, molti dei quali provenienti dai bar vicini. L’immondizia ha riempito completamente il retro di un furgone del servizio di pulizia del Comune e di un autocarro con cassone ribaltabile, ma la quantità era tale, da costringere i mezzi a fare più viaggi per sgomberare tutto.

“Sono passati 11 anni da quando sono stati puliti l’ultima volta e non è finito, visto che in meno di due ore abbiamo recuperato di tutto”, dice Nabil Messaoudi. Organizzata con il sostegno del comune di Ixelles e su iniziativa dell’associazione di quartiere “Les Amis des Étangs”, questa operazione ha mobilitato una quarantina di sub esperti della federazione francofona Lifras.

 

Presa di coscienza

“La cosa più importante di questo tipo di azione è la presa di coscienza dell’attitudine di certi cittadini verso un’area verde come questa”, ha osservato il sindaco Christos Doulkeridis. “La pulizia è ovviamente una questione comunitaria, ma è prima di tutto ha a che fare con il senso civico dei cittadini”

L’assessore all’ambiente agli spazi verdi e alle piantagioni  Audrey Lhoest, si è rallegrata della ripulitura dell’acqua dalle batterie e da altri rifiuti inquinanti. Allo stesso tempo ha assicurato che la qualità dell’acqua, misurata durante l’operazione esplorativa di giugno è buona.

“Per combattere l’aridità del sito e aumentare la sua biodiversità, stiamo testando nuove piante mellifere, indigene e perenni. Queste erbe alte scoraggiano anche le oche e le oche egiziane, in grado di danneggiare il luogo in caso di presenza massiccia, rendendo il paesaggio un po’ più selvaggio”.

Ci sono delle sporgenze in alcuni punti per permettere alle persone di avvicinarsi all’acqua senza danneggiarlo.