Raf24~commonswiki, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Giovedì mattina, i conducenti di taxi attivi tramite piattaforme digitali come Uber e Bolt hanno dato vita a una protesta spontanea durante l’ora di punta, partendo da Keizer Karellaan, a Ganshoren. In colonna e a bassa velocità, i veicoli hanno rallentato il traffico per attirare l’attenzione sulle disuguaglianze tra taxi su chiamata e taxi con postazione fissa, dice Bruzz.
Intorno alle 8:00, tra 50 e 100 veicoli si sono radunati presso la Basilica di Koekelberg per un’“operazione lumaca”.
“Non vogliamo creare caos,” ha dichiarato Redouane, tassista da otto anni. “Vogliamo solo rivendicare i nostri diritti in modo pacifico.”
Il corteo ha pianificato il tragitto attraverso il tunnel Annie Cordy fino alla stazione di Bruxelles-Midi. Non sarebbe stato riscontrato alcun disagio particolare ma la polizia di Bruxelles-Ovest ha seguito da vicino la situazione.
La protesta contro il nuovo decreto taxi
Con il nuovo decreto taxi il 9 giugno 2022, una riforma mirava a stabilire regole più eque tra i diversi tipi di taxi, i conducenti denunciano un peggioramento complessivo, scrive il portale.
Tra le richieste principali dei tassisti di piattaforma: accesso alle corsie preferenziali, oggi riservate ai taxi con postazione fissa. Tariffe minime più alte per le corse. Commissioni più basse per le piattaforme
Alcuni conducenti denunciano che Uber, dal 2023, applichi commissioni comprese tra il 3% e il 35%, in base alla corsa e ad altri fattori, al posto della tariffa fissa del 25% utilizzata in passato. Uber afferma che la media rimane comunque intorno al 25%.







