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Stava filmando a Noord Station, a Bruxelles, con un telefonino un arresto violento a danno di un giovane di minoranza etnica e in breve si è trovata con il volto contro il muro e agenti che la perquisivano e le urlavano contro: questa la disavventura raccontata al parlamento europeo da Pierrette Herzberger-Fofana 71, eurodeputata tedesca di origine senegalese, eletta nelle liste dei Verdi è capitata martedì alla donna che l’ha denunciata in aula.

Stando al racconto della donna, gli agenti le avrebbero strappato di mano il cellulare e l’avrebbero perquisita, nonostante filmare agenti, in Belgio, sia consentito dalla legge. Ad aggravare la posizione della polizia belga, contro la quale l’avvocato della Herzberger-Fofana ha sporto denuncia per razzismo e abuso d’autorità, la testimonianza di una docente dell’università di Gent Tine Destrooper, che ha ripreso a sua volta la scena per ritrovarsi, in breve tempo, nella stessa situazione della deputata europea: perquisita e aggredita verbalmente dai poliziotti.

La polizia ha sporto denuncia contro le donne, contestando loro atti contrari alla legge. Ma il racconto della europarlamentare ha suscitato molta emozione in aula: la polizia non credeva fosse deputata, nonostante avesse mostrato il badge. Secondo Alexis Deswaef il legale della donna “pensavano fosse una donna delle pulizie. Ma anche se questo fosse stato il caso, la violenza e la discriminazione rimangono inaccettabili”.

Il presidente del parlamento europeo, David Sassoli, ha annunciato di voler chiedere alle autorità in Belgio spiegazioni sull’accaduto.