chexov from Brussels, Belgium, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
In un’iniziativa congiunta, varie amministrazioni locali della Regione di Bruxelles, sostenute dalla ministra fiamminga Cieltje Van Achter, chiedono un maggiore impegno per promuovere il neerlandese come lingua viva, non solo formale. Secondo 7sur7, l’obiettivo è garantire una reale accessibilità linguistica al di là dell’ambiente scolastico.
Le proposte includono l’ampliamento dell’offerta extrascolastica e l’organizzazione di attività in lingua neerlandese durante le vacanze. L’idea è di creare contesti informali e stimolanti in cui bambini e giovani possano usare il neerlandese in modo naturale, senza imposizioni, rinforzando così le loro competenze linguistiche attraverso l’esperienza.
Oltre all’ambito educativo, enti e associazioni chiedono un incremento di servizi pubblici e comunicazione amministrativa in neerlandese, con particolare attenzione alle interazioni quotidiane tra cittadini e istituzioni. Questo permetterebbe di rafforzare la parità linguistica nella capitale, storicamente divisa tra francofoni e fiamminghi.
L’iniziativa è anche una risposta politica alla percezione di una progressiva marginalizzazione del neerlandese a Bruxelles. Van Achter parla di “volontà chiara” di sostenere una Bruxelles autenticamente bilingue, in cui il neerlandese sia visibile, praticato e rispettato nella vita pubblica e culturale della città.







