Photo: Ingolf Source: Flickr CC 2.0
Tra gli attori economici di Bruxelles, compresi datori di lavoro e sindacati, c’è un ampio consenso sul mettere “in pausa” il progetto Metro 3, come risulta da un sondaggio condotto dalla Solvay Brussels School (ULB), dice Bruzz.
Marek Hudon e Sandrine Meyer, due ricercatori della Solvay Brussels School, hanno realizzato all’inizio di dicembre un sondaggio su 45 direzioni di enti pubblici, federazioni datoriali, sindacati e altre associazioni socio-economiche di Bruxelles. L’obiettivo era identificare su quali temi vi fosse disaccordo o consenso, usando un metodo scientifico e quantificabile.
Basandosi sui risultati del sondaggio, Hudon e Meyer distinguono tre gruppi principali: i rispondenti orientati al mercato (compresi i datori di lavoro), quelli che ritengono importante la redistribuzione (compresi i sindacati) e gli attori con visione sistemica economica (compresi gli enti amministrativi). Su quattro affermazioni si registra il massimo consenso tra questi gruppi.
Nessuno dei tre gruppi ritiene che il progetto Metro 3, l’estensione della metropolitana di Bruxelles, debba avere priorità nel bilancio regionale. C’è quindi consenso per sospendere almeno temporaneamente il megaprogetto. La questione – fermarsi o proseguire – resta una delle sfide principali per un futuro governo brussellese: nelle commissioni parlamentari delle scorse settimane, alcuni hanno sottolineato i costi enormi futuri, altri quelli già sostenuti.
Altro punto interessante: c’è scarso interesse per lo sviluppo dell’industria della difesa a Bruxelles. Anche il gruppo orientato al mercato non lo considera prioritario; le imprese ritengono più importante semplificare le procedure amministrative per stimolare l’economia. L’idea, emersa in primavera, di fare di Bruxelles un nuovo hub della difesa sembra quindi perdere terreno.







