Author: Carolien Coenen Source: Flickr  Licence:  CC 2.0 Some rights reserved

Per anni un edificio adibito a cucina dalla catena alimentare Exki ha reso la vita impossibile ai residenti di una zona delle Marolles nel centro di Bruxelles, facendo infuriare di chi vive nelle vicinanze, scrive BX1.

Dopo che i residenti hanno chiesto ufficialmente l’intervento delle autorità, si è scoperto che Exki non aveva i permessi necessari per gestire una cucina sul sito. La catena avrebbe a avuto la possibilità di richiedere un permesso, ma ora ha dichiarato che lascerà la proprietà in Rue de la Prévoyance alla fine di aprile.

Exki affitta da circa 10 anni la sede di 100 m² al piano terra in una stretta strada a senso unico ma dal 2018 la situazione si sarebbe fatta insostenibile: i residenti si sono lamentati dei camion che rombavano lungo la strada nelle prime ore del mattino, dei clacson delle auto bloccate negli ingorghi dietro i camion e del frastuono dei pallet trascinati nell’edificio, dice ancora BX1.

Il dipartimento per l’ambiente delle autorità cittadine ha effettuato diversi controlli sul rumore in strada in risposta alle denunce: durante tre diversi test di misurazione del rumore a settembre, novembre e marzo, il fonometro ha registrato più di 50 decibel la sera e la notte. In una zona residenziale il massimo è di 30 decibel.   In circostanze normali, Exki di solito opera di notte per preparare cibo per le aziende, ma da quando è iniziata la pandemia ha sempre più utilizzato i suoi turni di notte per preparare il cibo per il numero crescente di ordini da asporto che riceve.

Oltre al rumore, è stato rivelato che Exki non aveva i permessi corretti per gestire un’impresa del genere nel luogo: “È possibile gestire una cucina in una zona residenziale, ma i quattro ventilatori, la cappa e il muro isolante non hanno ricevuto una licenza”, ha detto un assessore del comune di Bruxelles a BX1.