photo credit @31mag: Francesca Lionetti

Bruxelles ha una gamma molto diversificata di iniziative multilingue, ma ciò che manca è una piattaforma online che le centralizzi, scrive il portale Bruzz. Questa situazione è emersa da un nuovo studio sul multilinguismo. Il ministro di Bruxelles Sven Gatz (Open VLD) dice Bruzz, avrebbe molto a cuore la questione e sarebbe a lavoro per realizzarla.

Nella sua nota di visione sul multilinguismo, Gatz, responsabile per la promozione del multilinguismo nella regione di Bruxelles (Open VLD), ha deciso alla fine del 2019 di far partire la creazione di una cartografia, uno studio in cui sarebbero state mappate le iniziative multilingue esistenti a Bruxelles.

Questo studio, realizzato dall’Istituto di studi di Bruxelles del VUB e dell’ULB, è stato presentato questo pomeriggio alla commissione parlamentare per le finanze e gli affari generali.

I ricercatori hanno fatto un inventario – incompleto – di quasi un centinaio di iniziative sul multilinguismo, definendo il multilinguismo come la combinazione dell’olandese o del francese con un’altra lingua. Infine, ci sono le istituzioni e le organizzazioni che offrono i loro servizi in più lingue o che hanno sviluppato un’offerta multilingue. Ad esempio, STIB, che fa sistematicamente annunci nelle stazioni in olandese, francese e inglese.

Da corsi di lingua, a tavoli di conversazione, ai mezzi per imparare una lingua online, i servizi di interpretariat e altri strumenti che supportano il multilinguismo, il tentativo è stato quello di mappare il tutto per renderlo facilmente accessibile. 

Wim Vandenbussche, professore di linguistica alla VUB ha detto a Bruzz: “Bruxelles non è più la Bruxelles degli anni ’70, ’80 e ’90, quando il multilinguismo divideva la città. Il multilinguismo è oggi un trait d’union”, scrive ancora Bruzz.