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Brux, l’amministrazione annuncia giro di vite su “coliving”: sharing di lusso tassato 1.520e a camera

Il trend del coliving a Bruxelles, in cui gli investitori suddividono grandi proprietà in camere di lusso affittate a professionisti o altre figure disposte a pagare molto, potrebbe subire una battuta d’arresto: stando a quanto scrive Bruzz,  l’assessore Ans Persoons (One.Brussels-Vooruit) ha annunciato l’introduzione di una tassa di 1.520e a camera, a partire dal 2023, per cercare di frenare il fenomeno.

Non si tratta, tuttavia, della scure sulla condivisione tradizionale ma di un fenomeno preciso, che il comune prende di mira: “Il coliving prevede grandi edifici che vengono ristrutturati e suddivisi in stanze. Gli interni sono spesso molto lussuosi e alla moda, ma totalmente inadatti alle famiglie”, afferma Ans Persoons (One.Brussels), assessore all’urbanistica e allo spazio pubblico.

Per una stanza in un coliving si pagano 750 euro al mese, spesso spese escluse.   “In alcuni quartieri vediamo questo tipo di edifici che spuntano come funghi”, dice Persoons. “Il problema è che fanno salire enormemente i prezzi e allo stesso tempo tolgono quelle case per i residenti di Bruxelles”.

Il coliving mette quindi sotto pressione il mercato immobiliare, ma anche i quartieri, come Sint-Gillis e Ixelles. Il mercato immobiliare di Bruxelles è in forte crescita: nel 2022 il costo medio di un immobile era di 573.000 euro per una casa nella regione. Si tratta di un aumento non inferiore al 33% in cinque anni. Le aziende di coliving offrono una via di mezzo e “saccheggiano” il patrimonio immobiliare alla ricerca di edifici da riconvertire in queste forme di condivisione “di lusso”.

Nel 2021, Ixelles, insieme a Sint-Gillis avevano già adottato una serie di raccomandazioni per frenare la proliferazione dei coliving, sempre tenendo presente l’obiettivo di non criminalizzare la condivisione tradizionale. Il coliving, di fatto, offre spesso “servizi di tipo alberghiero”, dice Bruzz, una sorta di Airbnb di lunga permanenza.

 

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