Sono nato a Bruxelles nell’agosto 1914. Segno astrologico, la Vergine; di conseguenza, astenico, con tendenza all’intelletualità, il mio pianeta è Mercurio e il mio colore il grigio (anche se in realtà pure il verde mi piace)”, scrive Julio Cortázar in una lettera a Graciela de Sola, 4 novembre 1963.

Cortázar è stato uno dei più grandi scrittori del secolo scorso. Maestro del realismo magico, i suoi racconti e romanzi dalla vocazione sperimentale sono intrisi di tratti fantastici mischiati a elementi reali. Poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo poi naturalizzato francese, Cortázar era molto amato da Borges. I suoi racconti hanno ispirato diversi film di culto, tra cui Blowup e Weekend.

Cortázar in realtà nasce a Ixelles, un sobborgo di Bruxelles, da genitori argentini, anche se poi trascorrerà tutta la sua vita tra Argentina e Francia. Oggi pochi ricordano però il soggiorno della famiglia Cortázar in Belgio.

Lo stesso giorno del 1914 in cui l’esercito tedesco lanciò un attacco a Bruxelles, la famiglia Cortázar festeggiava infatti la nascita del figlio Julio: “un nascimento sommamente bellico ebbe come conseguenza uno degli uomini più pacifisti del pianeta“, come lo scrittore argentino amava ricordare.

I genitori, José e Maria, si erano trasferiti in Belgio dall’Argentina dopo che il padre di Julio aveva ottenuto un lavoro nell’ambasciata argentina. Vivevano in un appartamento al 116 di Avenue Louis Lepoutre, appena fuori dalla frondosa Place Brugmann, quando Julio è nato. Una nascita, che come ricorderà in seguito lo scrittore, ” è un prodotto del turismo e della diplomazia”.

@Googlemaps

La famiglia non rimase a lungo in Belgio. Dopo che l’esercito tedesco prese la città, si trasferirono nella neutrale Svizzera. E nel 1919, i Cortázar erano di nuovo a Buenos Aires.

Il 26 maggio 2005, l’ambasciatore dell’Argentina ha inaugurato un monumento a Cortázar in Place Brugmann sotto l’appartamento dove Julio Cortázar è nato.

CoverPic@public domain