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I musei olandesi hanno nelle loro collezioni almeno 114 oggetti rubati dai soldati britannici nel 1897 dal palazzo del re in quella che oggi è Benin City, ricorda il Trouw. Il dato proviene da un rapporto sui Bronzi del Benin del Wereldmuseum che sarà pubblicato la prossima settimana. 

I Bronzi di Benin comprendono rilievi, statue, manufatti in avorio e sculture fatte di varie leghe di rame, non solo di bronzo. Gli artefatti, che testimoniano un altro grado di maestria, sono oggi sparsi in tutto il mondo.

Alcuni si trovano al British Museum di Londra e al Metropolitan Museum of Art di New York, altri sono in collezioni private. Nei Paesi Bassi, si trovano al Museum Volkenkunde di Leiden, al Tropenmuseum di Amsterdam, all’Afrika Museum di Berg en Dal e al Wereldmuseum di Rotterdam.

L’attacco inglese al Benin

Il brutale attacco fu presentato come una ritorsione per il fatto che il Benin avesse ucciso un certo numero di soldati britannici l’anno precedente. In realtà quell’incidente fu principalmente una scusa per mettere in disparte Ovonramwen, l’oba o re. La regione era ed è un grande esportatore di olio di palma, di cui l’oba deteneva il monopolio, mentre la crescente industria britannica ne aveva bisogno sempre più bisogno.

Una vicenda lunga 60 anni

La Nigeria ha chiesto la restituzione degli oggetti fin dall’indipendenza nel 1960 e il rapporto fornisce motivi sufficienti per parlare di restituzione, ha detto al giornale Henriette Lidchi, curatrice del Museum van Wereldculturen.

“Ora abbiamo un’idea più precisa di come i commercianti e gli ufficiali britannici abbiano portato gli oggetti in Europa a quel tempo”, racconta Lidchi. “Per esempio, una zanna intagliata, ora al Museo di Etnologia, fu acquistata appena dieci mesi dopo la spedizione punitiva britannica del 1897. Secondo i ricercatori, altri nove oggetti delle collezioni sono stati “probabilmente” saccheggiati. 51 artefatti non sembrano essere stati trafugati perché sono stati realizzati dopo il 1897″.

In ottobre, il Consiglio della Cultura olandese si era espresso a favore della restituzione dell’arte coloniale rubata, se richiesto, da parte dei musei statali olandesi ma spetterà al prossimo gabinetto decidere come questo debba avvenire.

All’epoca, Stijn Schoonderwoerd, direttore del Museo Nazionale delle Culture del Mondo, disse che sperava che il ministro avrebbe accettato il parere del Consiglio. Insieme i musei olandesi hanno circa 270.000 oggetti nelle loro collezioni.

Il primo passo della Germania

Nel dibattito globale sulla restituzione dell’arte depredata, i Bronzi del Benin sono considerati un esempio emblematico. Pochi giorni fa lla Germania ha riferito che sta negoziando con le autorità nigeriane la restituzione degli oggetti di questo tesoro prima della fine dell’anno. Andreas Görgen, responsabile della cultura al ministero degli esteri tedesco, ha dato l’annuncio dopo una visita allo stato nigeriano di Edo la scorsa settimana. La Germania attualmente detiene parte dei Bronzi in 25 musei diversi. La decisione tedesca ha sorpreso molti: l’Humboldt Forum, il nuovissimo museo delle culture nel cuore di Berlino inaugurato alla fine dello scorso anno tra mille polemiche, aveva infatti in programma una mostra con i bronzi del Benin. Al momento, in attesa di conoscere le future mosse del governo, il direttore del museo Hartmut Dorgerloh ha deciso di esporre delle riproduzioni e non gli stessi bronzi.

Nel frattempo i musei olandesi partecipano al dibattito sulla restituzione, ma non sono autorizzati a restituire oggetti che di solito sono proprietà dello Stato.

Un nuovo museo a Benin City

Nel frattempo Museo delle Culture del Mondo sta lavorando con altri musei europei e le autorità nigeriane per costruire un museo a Benin City. Entro il 2025, il nuovo museo dovrebbe esporre gli oggetti del tesoro, attualmente in prestito.

In Gran Bretagna, diversi musei regionali hanno intrapreso il procedimento per restituire gli oggetti che fanno parte della collezione dei Bronzi del Benin. Il British Museum, invece, non sembra aver  intenzione di restituire i bronzi, né i Marmi di Elgin, l’altro tesoro conteso nella sua collezione. Queste opere appartengono al mondo e il British Museum è il museo del mondo”, ha detto l’ex direttore Neil MacGregor. Wilhelm Östberg, curatore dell’Etnografiska Museet, ha sostenuto in un saggio che le opere d’arte nei musei nigeriani non sono sicure