Nessun documento salverà la pesca fiamminga dalla Brexit. Lo storico privilegio speciale garantito dal re Carlo II d’Inghilterra ai pescatori fiamminghi potrebbe non bastare a difendere la loro attività dalla Brexit.

Il documento – chiamato “Privilegie der Visscherie” – fu firmato dal re inglese nel 1666, come riconoscimento alla città di Bruges per averlo accolto in esilio dopo l’esecuzione del padre.

Come segno di gratitudine, il re concesse ai pescatori belgi il permesso perpetuo di svolgere la propria attività nelle acque inglesi.

Oggi la concessione è in pericolo, vista l’imminente conclusione della faccenda Brexit senza alcun accordo. Tra le materie più discusse ci sono proprio le politiche ittiche e l’accesso da parte dei pescherecci europei alle acque inglesi. Una Brexit senza accordo avrebbe conseguenze sul settore della pesca dei vari stati membri, compreso il Belgio.

Eddy Somers, docente di diritto intervistato da VRT, ha manifestato i suoi dubbi sull’utilità del documento firmato Carlo II. Innanzitutto, si tratta di un atto unilaterale, firmato dal re di Inghilterra prima del Regno Unito. Infatti nel 1666 la Scozia e l’Inghilterra erano due entità separate.

Inoltre il “privilegio” non è un trattato vero e proprio, dunque non avrebbe validità sul piano internazionale. Infine, contraddice la Convenzione sul diritto del mare del 1982, che garantisce a ogni Paese il privilegio esclusivo sulle proprie acque entro le 200 miglia dalla costa.

Secondo l’accademico sarebbe meglio concentrarsi sulla costruzione di una posizione solida europea nel negoziato verso gli inglesi. “Dopotutto, la pesca è una competenza dell’Unione Europea, non dei singoli stati membri o delle loro regioni“.