L’anno scorso, decine di coppie gay con il desiderio di avere un figlio si sono registrate presso la clinica per la fertilità Nij Geertgen a Elsendorp nel Brabante. Nij Geertgen è la prima clinica a offrire l’opportunità della maternità surrogata per fecondazione in vitro come trattamento per le coppie gay.

Fino a poco tempo fa era impossibile per le coppie gay nei Paesi Bassi qualificarsi per questa forma di maternità surrogata.Al momento ci sono due coppie gay che sarebbero riuscite a trovare una madre surrogata, afferma Schoonenberg al programma tv De Monitor. Ma ci sono diversi problemi: sia la madre gestante che il suo partner devono essere sottoposti ad uno screening psicologico e medico. “La madre surrogata corre un rischio maggiore perché l’ovulo impiantato non è parte del suo materiale genetico. Quindi c’è più rischio di complicazioni come ipertensione, parto prematuro e avvelenamento da gravidanza.

E dobbiamo anche sapere con certezza che la madre gestazionale è disposta a lasciare il bambino dopo il parto. Lo screening deve quindi essere svolto con molta attenzione. “Anche il Comitato per la protezione dei minori è coinvolto in questo processo in una fase precoce al fine di salvaguardare l’interesse superiore del minore. Con tutta la consulenza medica e legale, un trattamento surrogato costa dai venti ai trenta mila euro, scrive sul suo sito il programma tv.

La maternità surrogata ad alta tecnologia è un procedimento nuovo: la fertilizzazione in vitro è ovviamente una pratica ben nota ma il lato legale, ad esempio, è molto più complesso e si trova in una zona grigia, continua Schoonenberg al sito. Ad esempio: chi ha la responsabilità ultima se qualcosa va storto? Una madre surrogata può diventare inadatta al lavoro a causa di complicazioni durante la gravidanza. Chi se ne prenderà cura? La legge, ancora, non definisce la questione ma vista la potenziale popolarità del trattamento è fondamentale che il parlamento si pronunci: non solo coppie gay e lesbiche ma anche single e persone non binarie potrebbero voler accedere a questi trattamenti.

Ma la complessità del trattamento, molto spesso, scoraggia le potenziali madri surrogate: queste ultime e i donatori di ovuli sono molto difficili da trovare. Per legge, è vietato fare pubblicità (commerciale) per trovare madri surrogate e donatori di ovociti.