Un giudice olandese ha stabilito che il sito di prenotazione alberghiere Booking.com non è un’agenzia di viaggi, quindi non è tenuto a seguire lo schema di Reiswerk Pensioenen, una stichting che regola i fondi pensionistici per il settore dei viaggi. Secondo il Volkskrant, l’associazione ha tentato ripetutamente, tramite via giudiziaria, di costringere il portale di prenotazioni alberghiere a uniformarsi al suo sistema.

Secondo gli avvocati di Reiswerk Pensionen, Booking.com è un tour operator ma il giudice la pensa diversamente: come riporta il quotidiano Volkskrant, il tribunale ha definito il noto portale “una collezione di pubblicità di hotel in forma digitale”; una sorta di ‘depliant’ di viaggio online, dove si limita a proporre alloggi ed offerte elaborati da terze parti.

Nulla a che vedere, quindi, con un’agenzia di viaggi o con un tour operator. La sentenza è di grande importanza per la società di Amsterdam: l’esclusione dal regime pensionistico del settore turistico, consente infatti al colosso dei portali di prenotazione di risparmiare una somma ingente. Se le tesi del fondo pensionistico fossero state accolte, Booking avrebbe dovuto versare  un premio di quasi il 20%, retroattivo, sugli stipendi di tutti i lavoratori assunti dopo il ’99. Ossia, un vero salasso.