Theedi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Le aziende che hanno avuto buoni risultati durante la crisi potranno accordare ai loro lavoratori un bonus eccezionale di massimo €500 netti nel 2021, secondo quanto deciso dal governo federale, riporta 7SUR7. Questo bonus corona assumerà la forma di un buono d’acquisto. L’elenco delle aziende e degli stabilimenti in cui è possibile utilizzare il buono dovrebbe essere ampliato. Dovrà essere definito anche il suo periodo di validità. Il presidente di PS, Paul Magnette, ha tuttavia subordinato questa misura all’aumento del salario minimo.

Questa misura è parte di una proposta di mediazione a seguito dell’insuccesso degli accordi tra le parti sociali. Lo standard salariale rimane fisso allo 0,4%, escludendo l’indicizzazione confermata del 2,85%, come stabilito dal Consiglio Economico Centrale. Le misure eccezionali prese durante la crisi (telelavoro, congedo di vaccinazione, premio nel settore sanitario, ecc.) non vengono conteggiate come detrazione da questo margine.

Il bonus corona potrà essere di complemento al parametro dello 0,4%. Potrà essere accordato per “stabilimenti”, ossia per aziende e non per settori.

L’importo del premio, che assumerà quindi la forma di buono acquisto, dovrà essere definito dalle parti sociali in commissione paritetica o, in mancanza di questa, nell’azienda stessa, aggiunge l’ufficio del ministro socialista.

Il premio sarà soggetto a un contributo patronale del 16,5%. Inoltre, il governo chiede alle parti sociali di procedere ad un aumento “sufficiente” del salario minimo.

Il governo suggerisce alle parti sociali di svolgere il lavoro su più livelli, a partire da quello del salario minimo. Gli altri temi sono l’armonizzazione delle pensioni integrative per lavoratori e dipendenti, gli straordinari (in modo che sia possibile un numero maggiore di ore nel 2021-2022) e la fine della carriera.

L’accordo ha suscitato diverse reazioni dai vari ranghi politici.

Il presidente del PS, Paul Magnette, ha twittato: “L’aumento del salario minimo è una lotta fondamentale per i socialisti ed è parte integrante della proposta di stasera. Se i capi lo rifiutano, non ci sarà un accordo ma totale libertà sulle trattative salariali ”.

La risposta del presidente di MR, Georges-Louis Bouchez, non si è fatta attendere. “La minaccia non è mai un buon metodo, Paul Magnette. L’accordo del governo è molto chiaro: si applicherà la legge del 1996 riformata nel 2015. Se tutti si attengono agli accordi, andrà tutto bene. Bisogna negoziare con calma”.

Secondo Anseeuw, deputato di N-VA, il governo non ha stabilito dei criteri per determinare quali società hanno ottenuto buoni risultati. Con questo accordo, il governo cede alla pressione del PS e permette che i costi salariali aumentano fortemente in Belgio, più che nei Paesi vicini, e questo “ci costerà migliaia di posti di lavoro”.

La Federazione belga delle Imprese (FEB) giovedì si è detta soddisfatta della chiarezza fatta sull’aumento salariale a seguito dell’accordo raggiunto dal governo federale. Sottolinea che la concessione di tale bonus non è un obbligo e che il suo campo di applicazione è allargato, il che “darà una spinta” all’economia nazionale. “Poiché si tratta di un premio unico limitato, ciò non influenza in modo permanente la competitività o il margine salariale per il futuro”, continua la federazione.

Tuttavia, in assenza di un criterio chiaro per le “aziende che hanno registrato buoni risultati”, si teme che anche quelle in difficoltà lo scorso anno concedano questo bonus “sotto minaccia di scioperi, con tutte le conseguenze che ciò comporta per le loro possibilità di sopravvivenza e per i loro piani di investimento a breve termine”. Ciò porterà alla perdita di posti di lavoro, avverte la FEB. “In tal modo, il governo si sta assumendo un rischio enorme che avrebbe potuto essere facilmente evitato se avesse imposto, ad esempio, un certo aumento del fatturato come criterio”.

La FEB sottolinea l’importanza di restare “vigili” sull’evoluzione della competitività, evocando un “handicap storico” in termini di costi salariali superiori al 10%. Cita anche l’alta probabilità di un aumento dell’inflazione in Belgio.