The Netherlands, an outsider's view.

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#labicinonsitocca, dall’Olanda “no” a bolli e restrizioni

Dai Paesi Bassi gli esperti consigliano più infrastrutture e leggi più tolleranti

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Ci risiamo: di recente aveva sollevato un vespaio la (più che discutibile) proposta di un politico del PD volta a limitare la mobilità ciclabile. Ora l’iniziativa è del senatore Filippi (PD) il quale propone di inserire tassa, bollo e libretto per la bicicletta scatenando la protesta dei ciclisti italiani sui social media. Secondo le associazioni di categoria, l’inserimento di tale emendamento nel codice della strada avrebbe messo i bastoni tra le ruote a un tipo di mobilità che, al contrario, dovrebbe essere favorito e facilitato.

Nonostante sia arrivata la smentita del senatore, il clamore si è fatto sentire anche sentire nei Paesi Bassi. “Una assurdità”, ha infatti commentato il Fietsersbond a 31mag.nl, “pericolosa anche perché se si creasse un precedente, l’idea potrebbe incoraggiare anche qualche altro governo dalle corte vedute a fare uguale.”

Nemmeno il dietrofront  del parlamentare ha fatto piacere al sindacato della bicicletta olandese, che vede il chiarimento come uno “scusa” per essere stato smascherato. E non a caso il Fietsersbond ha espresso pieno supporto alle associazioni dei ciclisti italiani per la campagna #labicinonsitocca.

Dal Dipartimento di Human Geography and Planning dell’Università di Utrecht commentano invece che tentativi di regolamentazione simili, uno su tutti il casco obbligatorio, sono già stati tentati nei Paesi Bassi mancando però l’obiettivo . Senza contare che casi studio come l’Australia dimostrano che l’introduzione di regolamentazioni eccessivamente stringenti siano in realtà controproducenti: non stimolano la mobilità ciclabile né migliorano la sicurezza stradale.

Gli esperti dell’Urban Cycling Institute di Amsterdam, infine, raggiunti da 31mag.nl sottolineano come la bicicletta sia un mezzo di trasporto atipico rispetto agli altri; sottolineando, in qualità di esperti, la necessità  urgente di più infrastrutture e di meno restrizioni burocratiche.


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