Il governo e le compagnie stanno attualmente negoziando con decisione sui prezzi dell’energia e sull’accessibilità delle bollette per i prossimi mesi, dice NOS, e tra i piani sul tavolo ci sarebbe anche un limite di prezzo per evitare un boom di morosi. Questo limite di prezzo dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno, ma potrebbe già tranquillizzarele i consumatori e le aziende che ce la fanno a malapena ad arrivare a fine mese.

“Non possiamo permetterci il lusso di rifiutare le idee ora”, afferma il ministro Jetten per il clima e l’energia. “Valutiamo tutto ciò che viene suggerito, ma deve essere fattibile”. L’ultima parola non è stata ancora pronunciata sull’effetto di tale limite di prezzo: per ora potrebbe essere in base al consumo di una famiglia merdia oppure al prezzo dell’energia a gennaio 2022. Chi consuma di più deve pagare il prezzo intero.

Inoltre, è possibile determinare un limitedell’importo massimo che una società può addebitare per unità di energia. Il governo poi farebbe la differenza con il prezzo di mercato. Questa potrebbe essere una soluzione anche per le aziende.

Un secondo piano consiste nell’istituire una sorta di fondo di emergenza da parte del governo e delle compagnie per aiutare le persone che non possono più pagare le bollette solo a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia. Secondo quanto riferito, il governo vuole versare centinaia di milioni. Secondo le fonti, questo piano ha buone possibilità di successo.

Le trattative si svolgono su base giornaliera e l’obiettivo è quello di elaborare un pacchetto completo di accordi entro e non oltre lunedì sera, il giorno prima della finanziaria, quando il governo dovra’ spiegare ai cittadini le sue mosse del prossimo anno.

Ieri i rappresentanti di Eneco e Vattenvall, hanno dichiarato alla Camera di essere aperte a misure che consentano di restituire al consumatore i profitti estremi derivanti dal picco di prezzi, dice NOS ma non la considerano come una soluzione di primo livello.

Il fatto che la maggior parte delle società energetiche che operano nei Paesi Bassi siano società internazionali con azionisti rende giuridicamente difficile concludere accordi con i clienti finali che versano in cattive acque. Per ora, il “divieto di disconnessione per morosita'” presenta dei limiti giuridici.

Nei Paesi Bassi ci sono circa 60-70 fornitori di energia, da grandi a piccolissimi. Ad esempio, alcuni hanno solo un migliaio di clienti. Altri hanno centinaia di migliaia di clienti, lavorano a livello internazionale, acquistano su larga scala sul mercato internazionale dell’energia e generano essi stessi energia solare, eolica e di altro tipo, dice NOS.