Aziende incaricate da Rijkswaterstaat di riporre i blocchi di sabbia, letame e le macerie dalle strade sarebbero stati minacciati presumibilmente da boren che non hanno apprezzato l’attività di cancellazione dei loro atti di protesta, dice NOS dopo aver effettuato alcune telefonate a queste aziende.

Molti contractora si sentono minacciati: un appaltatore che ha ricevuto l’incarico dallo stato, ha raccontato la sua storia al portale della TV pubblica solo in forma anonima: da minacce di morte per telefono, ad accuse di essere di fascisti, i contractors avrebbero scoperto che i loro indirizzi circolano nelle chat di boeren.

I contrators avrebbero ricevuto l’appalto direttamente dal servizio autostradale e foto e video delle loro automobili circolerebbero nei gruppi per poter essere poi identificati e diventare dei bersagli.

Una società, anch’essa chiedendo di rimanere anonima, ha detto al portale della TV pubblica che non rimuoverà i detriti per timore di ripercussioni: si limiteranno infatti a rimuovere solo l’amianto.

Nelle chat su telegram non ci sono solo gli agricoltori che partecipano alle proteste ma anche diversi simpatizzanti, molto spesso riconducibili ad aree di estrema destra. Rijkswaterstaat sarebbe stata contattata da alcune di queste società che avrebbero comunicato di non voler proseguire il lavoro; alcuni per timore, altri perché a loro volta agricoltori non vogliono svolgere attività che danneggino il loro settore.

Per questo motivo, quelle aziende che hanno continuato ad operare sono state tacciate di tradimento.

Le azioni di imbrattamento delle strade, sulle quali sono stati rovesciati detriti di ogni tipo di genere, incluso l’amianto, richiedono molte ore di lavoro per la rimozione. Gli agricoltori delle frange più radicali non vogliono che quel materiale venga rimosso.

Nel frattempo, i boren hanno detto no all’invito del governo che avrebbe voluto incontrarli al tavolo per poter discutere di una soluzione alla questione della legge sulle emissioni.