Ai banchieri, la prossima “City” piace irlandese. A sostenerlo è un’indagine realizzata dal sito di relocation “movinga“, sulle preferenze dei top manager in cerca di una nuova casa, ora che Londra è prossima a schiacciare il tasto dell’art.50 del Trattato di Lisbona, ossia l’avvio delle procedure per l’addio all’UE.

Anche se il conto irlandese per le imposte sul reddito è piuttosto salato (ben il 52%) il beneficio di trovarsi all’indomani della Brexit, unico paese europeo dove l’inglese è lingua ufficiale, torneranno insieme al costo ‘accessibile’ degli alloggi -rispetto a Parigi, Francoforte o il Lussemburgo- ad essere due elementi favorevoli per la scelta della nuova capitale finanziaria dell’UE.

Amsterdam è la seconda scelta, insieme a la Valletta, Francoforte e il Lussemburgo che scalzano altre candidate come Parigi o Bruxelles. Le banche avvieranno il processo di spostamento di posti di lavoro fuori dal Regno unito non appena Theresa May comunicherà ufficialmente a Bruxelles l’intenzione del Paese di lasciare l’Unione Europea.

L’indice di Movinga si basa su una serie di altre variabili, tra cui il numero di ristoranti stellati Michelin, negozi Burberry e il costo di un cocktail.

“Tutti parlano di città come Parigi e Francofortea causa della Brexit”, ha detto Finn Hänsel, amministratore delegato di  Movinga a Londra “Ma altre città come Dublino, La Valletta, Lussemburgo e Amsterdam potrebbero in realtà essere meglio attrezzate per accogliere i lavoratori del settore finanziario”.
Mentre Dublino può essere considerata la migliore destinazione per i banchieri e le loro famiglie, i loro datori di lavoro sembrano dare peso ad altri fattori. Francoforte si preannuncia come la prima scelta per molte tra le più grandi banche internazionali (Goldman Sachs Group Inc. e Citigroup Inc.)