MERCOLEDÌ

MERCOLEDÌ

Assorbenti per tutt*, due olandesi contro la povertà mestruale

Pic: Courtesy of Bloed Verwanten

di Miriam Viscusi

[Le intervistate hanno utilizzato il termine “donne” per indicare in generale le persone con le mestruazioni, e noi riportiamo in questo articolo i dialoghi così come sono avvenuti. Tuttavia, vogliamo precisare che anche alcune persone transgender e non binarie hanno le mestruazioni, e che non tutte le donne hanno le mestruazioni. Pertanto, quando non si tratta di citazioni delle intervistate, preferiamo usare il termine “persone mestruanti” per non fare discriminazioni.]

 

Avere il ciclo non è una scelta, comprare gli assorbenti è necessario eppure i governi europei non se ne sono accorti: in gran parte dei Paesi  i prodotti per l’igiene mestruale sono tassati come beni di lusso e inaccessibili a molte persone mestruanti. Una su dieci in Paesi come Olanda e Regno Unito, ad esempio, non può permetterseli; e per quanto possa suonare impossibile da credere, le alternative sono ben poco dignitose: calzini, giornali, carta.

Sembra strano che in Olanda esista un problema del genere, eppure è reale e lo abbiamo verificato”. Vera da Graça (27) e Suzanne Visser (28), sono le ideatrici della campagna contro la povertà mestruale a Gouda, cittadina dell’Olanda Meridionale. “Ci confrontiamo su molti temi della femminilità, anche se non facciamo parte di collettivi femministi”, raccontano le due, amiche e cognate, a Mercoledì. Attivist*, a volte, si diventa anche per caso: sulla questione degli assorbenti e dei tamponi, però, hanno sentito il bisogno di dare il loro contributo.

Tutto è iniziato da un libro, Period Power di Maisie Hill, racconta Visser: “Lo avevo letto poco prima dello scoppio della pandemia, mi ha scioccato il capitolo sulla povertà mestruale.”

Il libro parla esclusivamente della Gran Bretagna, ma Visser si è chiesta se questo problema fosse analogo altrove. E la risposta è stata sì.  “Nel rapporto del 2019 pubblicati dall’associazione olandese Bovengrondse si legge che una donna su dieci in Olanda non si può permettere di comprare assorbenti ogni mese.”

Nei Paesi Bassi la politica non fa nulla per intervenire sulla questione:  su tamponi, assorbenti e altri prodotti per l’igiene mestruale, infatti, si applica l’aliquota più alta dell’IVA e cioè il 21%. Questo vuol dire che un pacco di assorbenti può arrivare a costare anche 8 euro. Ce ne sono di più economici, certamente, ma il prezzo inferiore è spiegato dalla qualità più scarsa: risparmiare per necessità, in questo caso, può costare infezioni o altri problemi alle parti intime.

“La povertà mestruale è diffusa molto fra le persone giovani, tra i 15 e 25 anni. Mancano di autonomia sulle spese familiari e non possono decidere se e quali prodotti acquistare”. Giovani e a basso reddito:  “Se una famiglia non ha abbastanza denaro, spesso una donna è costretta a scegliere tra cibo per i bambini e prodotti per la sua igiene personale”, dice Suzanne Visser. Questa situazione ha convinto lei e Vera da Graça che non potevano più stare a guardare. Così è nata Bloedverwanten.

L’iniziativa

“Abbiamo pensato a come diffondere informazione su questo tema e come prima cosa abbiamo creato una pagina Facebook e una campagna su Gofoundme.

Durante la pandemia il costo eccessivo di tamponi e assorbenti è risultato evidente. La povertà tutta, non solo mestruale, è aumentata. E anche a Gouda è partita la campagna di spesa solidale del Voedselbank, il banco alimentare: cibo in scatola, prodotti per la casa, prodotti per l’igiene. Un set completo per le prime necessità ma quasi mai con assorbenti o tamponi.

Per questo la prima azione di Bloedverwanten è stata includere nelle scatole del Voedselbank i tamponi acquistati con il crowdfunding. “Quella con il banco alimentare è stata la prima collaborazione. Abbiamo chiesto loro se volessero le nostre donazioni e hanno accettato con entusiasmo. Normalmente, nessuno include quei prodotti nei pacchi solidali.”

Bloed Verwanten
Source: Bloed Verwanten

C’è stata anche una collaborazione con un negozio di prodotti naturali e biologici, che ha deciso di applicare uno sconto ai prodotti legati alle mestruazioni. “Così grazie alle donazioni non abbiamo comprato tamponi qualsiasi, ma prodotti sostenibili.” Un altro problema su cui le due vorrebbero sensibilizzare, infatti, è la quantità di rifiuti prodotta dagli assorbenti e l’importanza di dare a tutt* la scelta di usare prodotti ecologici. Secondo Visser, “Le persone dovrebbero conoscere le alternative sostenibili per gestire il ciclo mestruale: c’è bisogno di educazione generale”. L’obiettivo primario della campagna, infatti, non è raccogliere fondi, ma aprire un dibattito sulla questione.

“Vogliamo iniziare a parlarne con i nostri conoscenti, poi in città, poi portarla al livello politico locale e poi speriamo che arrivi ad essere discusso. Ci interessa anche parlarne nelle scuole.” In queste settimane è previsto un incontro con una rappresentante del comune di Gouda per discutere iniziative sociali a lungo termine che coinvolgano tutta la città.

Il tabù delle mestruazioni e la povertà mestruale

Finora in Europa, tranne che in Scozia dove sono gratis, gli assorbenti e i tamponi interni sono tassati, per di più come beni di lusso. Se per i prodotti di uso comune il normale valore dell’IVA (dal 3% al 22% in base al Paese) si abbassa, per gli assorbenti no.

La povertà mestruale impedisce di andare normalmente a lavoro o a scuola: nella sola città di Gouda,  il problema colpirebbe circa 2.000 donne. Questo influisce sull’igiene e l’autodeterminazione.

Possibili soluzioni? Vera da Graça e Suzanne Visser sostengono che “distribuire assorbenti in luoghi pubblici o nelle scuole è il primo passo. Ma dovrebbe esserci una soluzione comune, a livello locale o nazionale. Per esempio, includerli nel pacchetto sanitario di base.” dove altri prodotti, come il viagra e la pillola anticoncezionale fino ai 21 anni, sono già incluse.

La tampon tax, ossia l’IVA applicata su assorbenti, tamponi e coppette mestruali, ha ricevuto molta attenzione dai media olandesi nelle ultime settimane, dopo la decisione della Scozia di rendere gratis tamponi e assorbenti. “La speranza è che si inizi a parlare seriamente dell’argomento”, dice Visser.

Rendere totalmente gratis gli assorbenti è un’utopia? “No. Se l’ha fatto la Scozia, perché non possiamo farlo in Olanda?”

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