The Netherlands, an outsider's view.

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MILIEU

Blitz di Greenpeace alla sede di ING: “Vi portiamo il condotto di gas, quello finanziato in Nord Dakota”

L'organizzazione ambientalista ha inscenato una protesta contro il colosso bancario. Che dice: "Purtroppo il progetto va avanti, non possiamo ritirarci"

Una condotta di ben 15 metri è stata “consegnata” stamattina da un gruppo di attivisti di Greenpeace presso la sede di ING a Bijlmer, nel quartiere sud-est della capitale. La protesta è stata organizzata per protestare contro la scelta della banca di continuare a finanziare il progetto per la costruzione di un oleodotto in Nord Dakhota, nonostante la battaglia messa in atto dai Sioux per proteggere le loro terre. Il piano era stato inizialmente sospeso da Barck Obama ma il nuovo inquilino della Casa Bianca ha dato il via libera alla ripresa dei lavori.

Il finto condotto, scaricato dagli attivisti davanti alla sede centrale del colosso bancario -secondo Greenpeace-  “Diamo loro un assaggio della loro stessa medicina” ha detto il leader della campagna Kim Schoppink. Greenpeace sta progettando ulteriori azioni contro ING che parte di una cordata di altre sedici banche, contribuirà alla realizzazione del progretto grazie al prestito promesso. Di questi 120 milioni di $ saranno a carico di ING.

ABN Amro ha già annunciato un passo indietro mentre ING, dicono ancora gli attivisti, deve essere ancora convinta.

Secondo la banca, i rischi ambientali sarebbero stati resi noti solo una volta che i vertici avevano già sottoscritto l’accordo di finanziamento. Da parte loro, quindi, non ci sarebbe possibilità di recedere.

“Se avessimo saputo prima non avremmo mai sottoscritto l’accordo” ha detto un portavoce. “Abbiamo apertamente preso le distanze vendendo le azioni che avevamo nel progetto. Per ciò che riguarda il prestito, però, ING non può fare nulla. Almeno cosi dice la banca.
Greenpeace chiede, in un comunicato stampa che ING ritiri il denaro olandese dal controverso progetto. “Dirty Banking” lo ha definito l’organizzazione ambientalista, accusando la banca di investire in progetti fossili e aziende non etiche. De Eerlijke Bankwijzer, Greenpeace e Banktrack chiedono ad ING  obiettivi concreti per la graduale eliminazione dei loro investimenti in carbone, gas e petrolio.

 


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