Photo: screenshot “Bitter Land”

“Bitter Land” è un database interattivo di fosse comuni che mira a dimostrare la portata delle atrocità, della pulizia etnica e delle operazioni per coprire i crimini di guerra durante i conflitti degli anni ’90 nell’ex Jugoslavia, dice BIRN, Balkan Investigative Reporting Network.

Il progetto, lanciato giovedì, mostra la mappa completa e interattiva di fosse comuni nelle guerre degli anni ’90 nell’ex Jugoslavia, offrendo una visione senza precedenti delle operazioni per coprire i peggiori crimini contro l’umanità compiuti dopo la Seconda guerra mondiale.

Bitter Land fornisce informazioni in tre lingue (inglese, bosniaco/croato/serbo e albanese) sull’ubicazione delle fosse comuni delle guerre in Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Kosovo, compreso il numero delle vittime identificate dopo le esumazioni e molto altro materiale utile a ricostrurie quei dramma.

Il progetto viene lanciato prima del verdetto finale dell’8 giugno nel processo all’ex leader militare serbo-bosniaco Ratko Mladic, accusato di  aver commesso crimini che hanno portato a fosse comuni durante il conflitto bosniaco.

L’obiettivo, scrive BIRN, è quello di contrastare il revisionismo ed evidenziare la scarsa attenzione alla memoria di molte autorità: diversi siti dove sono stati compiuti massacri, infatti, non riportano scritte o segnali che evidenzino la presenza delle fosse comuni.

La più grande fossa comune della regione si trovava in Serbia, in un centro di addestramento della polizia nel quartiere di Batajnica, a Belgrado, dove sono stati trovati 744 corpi di albanesi del Kosovo.

Come fonti per il database, BIRN ha utilizzato rapporti forensi del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, ICTY, dell’Aja, dichiarazioni di testimonianze giudiziarie e filmati satellitari d’archivio, nonché documenti, documenti di ricerca, testimonianze e filmati d’archivio.

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