Per Sinterklaas i produttori di cioccolato e i supermercati commercializzano linee speciali nella speranza di finire nella scarpetta appesa dai bambini belgi e olandesi. Ma “per i bambini che lavorano nelle piantagioni di cacao ivoriane e ghanesi, il 6 dicembre è un giorno come un altro. Uno che comporta un lavoro duro in condizioni precarie”. Così scrive Koen Van Troos, addetto stampa di Fairtrade Belgio, su MO.

A distanza di 20 anni il protocollo Harkin-Engel, che doveva affrontare la questione del lavoro minorile, sembra essere rimasto lettera morta. Organizzazioni internazionali e gruppi di pressione hanno denunciato il problema per anni.

Certo di passi in avanti nell’industria del cioccolato ne sono stati fatti, ma molto c’è ancora da fare.

Il fair trade di Beyond Chocolate

In Belgio, per esempio, è in atto da diversi anni un’iniziativa multi-stakeholder chiamata Beyond Chocolate, che riunisce tutti gli attori belgi per una maggiore sostenibilità nella catena del cacao. I membri della partnership sono impegnati a fermare la deforestazione causata dalla produzione di cacao e a garantire un equo reddito ai coltivatori di cacao.

I membri della partnership devono anche garantire che tutto il cioccolato venduto e prodotto in Belgio sia certificato da un’etichetta riconosciuta come Fairtrade, o sia coperto da un programma di sostenibilità di una società di lavorazione del cioccolato. In questo modo, ci si aspetta anche di prevenire il lavoro minorile nelle piantagioni di cacao, dato che i coltivatori di cacao sono spesso costretti dai prezzi bassi a usare i bambini – o a disboscare le aree – per aumentare la produttività dei raccolti.

Oggi Beyond Chocolate rappresenta quasi il 90% del totale del settore del cioccolato in Belgio. E anche all’estero sono state istituite iniziative simili, le cosiddette ISCO – Initiatives for Sustainable Cocoa – tra cui DISCO nei Paesi Bassi e recentemente FRISCO in Francia. Anche la Svizzera e la Germania hanno la loro iniziativa.

Cambiamento del sistema?

Ma tali iniziative portano davvero un cambiamento nel sistema?

Alla fine di settembre, Beyond Chocolate ha presentato il suo rapporto annuale, che dimostra quali progressi sono stati fatti. Oggi, il 57% del cioccolato prodotto in Belgio è certificato da un’etichetta o è coperto da un’iniziativa privata di sostenibilità riconosciuta. Un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Lidl, Aldi, Colruyt e Delhaize hanno assicurato l’anno scorso che tutto il loro cioccolato è ora certificato. Ma al di là delle adesioni cosa è cambiato in pratica?

Equo reddito per i coltivatori di cacao e deforestazione

I progressi sul miglioramento del reddito dei coltivatori e sulla deforestazione sono molto più difficili da dimostrare, come sottolinea anche Beyond Chocolate. Il che non vuol dire che non ci stiano lavorando.

In Belgio, un progetto di legge sul reddito dignitoso è già stato presentato alla Camera in aprile, e la tanto attesa proposta europea del commissario europeo Reynders è attesa per la primavera del 2021. Entrambi i processi avranno un impatto significativo su Beyond Chocolate e sugli obiettivi del partenariato.

La Cooperazione allo sviluppo belga ha invece messo a disposizione un fondo di 2 milioni di euro per attirare gli investimenti del settore privato. Nei 7 progetti di sostenibilità in Costa d’Avorio, Ghana e Repubblica Democratica del Congo sono stati investiti più di 6 milioni di euro – di cui 4 milioni di euro da partner privati – direttamente nell’innovazione e nella sostenibilità, a sostegno di più di 12.000 coltivatori di cacao.

Sul fronte della deforestazione, invece, il 17 novembre la Commissione europea ha presentato la sua proposta legislativa contro la deforestazione. Il disegno di legge mira a combattere l’importazione di beni che contribuiscono alla deforestazione, compreso il cacao. La Commissione spera che la legge – che deve ancora passare attraverso l’intero apparato europeo – sia approvata entro il 2023.

Al di là delle singole iniziative, quello di cui c’è bisogno, scrive ancora van Troos, è di lavorare allo sviluppo delle diverse competenze nella partnership per poter lavorare sull’intera catena del cioccolato, dalla produzione alla distribuzione: “la combinazione di regole vincolanti insieme a una piattaforma multi-stakeholder in cui anche giocherà il suo ruolo anche l’industria renderà finalmente Sinterklaas una festa per tutti i bambini?”