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Belonging in the Mess II: in scena il tabù delle malattie mentali

Belonging in the mess II - Repercussions of a Mulfctioning System è stasera 7 giugno al Perdu, apertura alle 20.00



Questa sera il centro culturale Perdu di Amsterdam ospiterà la seconda parte di Belonging in the Mess. Quest’edizione parlerà di come le persone si relazionano al concetto di malattia mentale, nella sua più ampia varietà di forme e manifestazioni. L’obiettivo è quello rompere il tabù che circonda questa nozione imparando a non aggrapparsi al termine ‘malattia’, senza, tuttavia, nemmeno respingerlo.

In questa seconda serata l’attenzione si concentrerà su come posizionare la propria esperienza in relazione al mondo e al sistema in cui viviamo. Per citare alcuni disturbi, l’ansia, la depressione, l’apatia e la paranoia in questo contesto sono tutte lette come ripercussioni di un vivere quotidiano che è disfunzionale, ingiusto, violento. Stasera, Jane Lewty, Çağlar Köseoğlu e Koleka Putuma cercheranno di far luce su questi temi.

Non si tratterà quindi di polarizzare o definire una gerarchia di malattie mentali. Al contrario, si cercherà di tracciarne le linee, riconoscerne la dimensione politica e portare le nostre lotte interiori in dialogo con quelle esterne.

Gli ospiti

Jane Lewty è l’autrice di due raccolte di poesie: Bravura Cool, vincitore del Primo Premio del Libro nel 1913 nel 2011, e In One Form to Find Another vincitore del CSU 2016 Premio Open Book. Ha collaborato all’edizione di due volumi di saggi: Broadcasting Modernism nel 2010 e Pornotopias: Image, Desire, Apocalypse nel 2009. L’ultimo lavoro di Lewty parla di come le disuguaglianze promuovano certi stereotipi sulla malattia e sull’identificazione femminile, e su come le strutture rafforzino questo meccanismo.

Çağlar Köseoğlu ha debuttato nel 2015 con 34, una raccolta di poesie con un punto di vista critico verso la storia passata e presente della Turchia. È redattore di nY e di Contrenders ‘Review e insegna presso l’Erasmus University College di Rotterdam.

Koleka Putuma ha conquistato la scena letteraria sudafricana con la sua prima raccolta di poesie Collective Amnesia. Dalla sua pubblicazione nell’aprile 2017, il libro è alla sua settima tiratura ed è usato come testo universitario. Collective Amnesia è stato nominato “Book of the Year 2017” dalla City Press e uno dei migliori libri del 2017 dal The Sunday Times e da Quartz Africa, ed ha vinto anche il Glenna Luschei Prize per African Poetry 2018. Inoltre, Koleka Putuma è stata recentemente riconosciuta come stella nascente da Mbokodo nel 2017, ha vinto il Premio di scrittura per studenti del Sud Africa 2016 PEN e molti altri riconoscimenti.



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