The Netherlands, an outsider's view.

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Belgio, Vilvoorde: jihadista condannata a 5 anni

La “sposa” jihadista di Vilvoorde, nel Brabante fiammingo, è tornata in Belgio con i suoi tre figli. La donna di 24 anni,  proveniente dalla Turchia, è arrivata in territorio belga nella giornata di giovedì. Le autorità giudiziarie, riferiscono di averla trasferita direttamente in prigione. I bambini sono stati presi in custodia dai federali, come riferisce l’emittente belga VRT.

Nel 2013, all’età di 16 anni, la donna ha abbandonato la sua casa a Vilvoorde, in Belgio, per recarsi in Siria, in un’area sotto il controllo dello Stato Islamico (ISIS). I figli – di età compresa tra i 3 e i 5 anni – sono nati tutti in Siria. Successivamente, lo scorso settembre, la donna si è consegnata alle autorità turche.

Al suo arrivo in Belgio, giovedì, è stata immediatamente condotta in prigione, giudicata colpevole con l’accusa di aver preso parte ad un gruppo terroristico. In precedenza, il governo federale aveva istituito un processo, in sua assenza, nel quale condannava la donna ad una pena di 5 anni.

Il terrorismo è ancora una minaccia per l’Europa

Il terrorismo continua a essere una minaccia per il mondo […]. Oggi più che mai, l’Unione Europea deve intensificare le sue misure antiterrorismo, la condivisione delle informazioni e la cooperazione per contrastare il terrorismo sia sul campo che online”ha dichiarato Margaritis Schinas, esponente della Commissione Europea.

Anche la commissaria europea per la migrazione, Ylva Johansson, si era espressa a riguardo, affermando: “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia nella lotta contro le minacce terroristiche, siano esse jihadiste o legate ad altri estremismi. È fondamentale che le capacità, gli strumenti e la cooperazione transnazionale delle forze dell’ordine siano adatte all’era digitale“.

Al momento, i figli della donna jihadista, sono sottoposti a test fisici e psicologici. Il giudice del Tribunale minorile deciderà chi dovrà prendere la custodia dei ragazzini. Per motivi di privacy e per non ostacolare la loro integrazione nella società, i giudici non forniscono ulteriori informazioni riguardo le loro identità.