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Il leader nazionalista ha espresso la sua indignazione per la sua esclusione dal governo in formazione. Non solo il suo partito ma anche i Vlaams Belang saranno esclusi, ossia i primi due partiti delle Fiandre, un fatto inaccettabile, dice il politico a Le Vif.

“Se questo governo dominato dalla sinistra e dal popolo francofono vedrà la luce, significa che per 12 anni su 16, le Fiandre saranno governate senza una maggioranza fiamminga. Rappresentiamo l’83% delle esportazioni, paghiamo il 70% delle tasse, paghiamo miliardi di trasferimenti e, come ringraziamento, siamo in minoranza in un momento in cui dobbiamo attraversare una grave crisi “, ha sottolineato De Wever, secondo Le Vif.

Per il leader di N-VA e sindaco di Antwerpen, il Belgio non sarebbe più una democrazia: “i risultati delle elezioni sono stati capovolti, i partiti più grandi vengono messi da parte e saremo dominati da partiti per i quali non possiamo nemmeno votare”, ha detto.

Per De Wever, Open VLD -partito fiammingo liberale che ha accettato di far parte della coalizione- aveva già deciso di escludere i nazionalisti fiamminghi e formare una coalizione con ecologisti e socialisti.

Il CD&V vuole ottenere progressi a livello istituzionale nell’accordo di governo e se la prende con il presidente di MR [liberali francofoni n.d.r], Georges-Louis Bouchez, con il quale non sarebbe possibile negoziare una riforma dello Stato: per De Wever parla solo francese ed è contrario al confine linguistico.