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BELGIO

Belgio, si del governo a riportare indietro i figli dei combattenti IS

Il Belgio sta per rimpatriare i figli di combattenti dello Stato islamico morti in guerra, ha detto il vice primo ministro del Belgio Alexander De Croo.

“Non lasceremo morire questi bambini,” ha detto De Croo a VRT Radio, ai sei già prelevati nei campi profughi curdi e tutti nati in Belgio.

“Ci sono sei bambini che non hanno più genitori”, ha detto il Croo sostenendo che i figli non devono pagare per colpe dei genitori.

Il rimpatrio degli orfani fa parte di un accordo firmato con le autorità curde – che controllano diversi campi profughi nel paese dilaniato dalla guerra.

Il si al rimpatrio è giunto dopo un’analisi approfondita condotta congiuntamente dai servizi di intelligence e dall’unità di crisi che si occupa di possibili minacce alla stabilità del paese (OCAM), dice il ministro.

Il Croo ha detto che ogni bambino riceverà un “sostegno appropriato” e che, in questa fase, non sono in programma altre operazioni simili.

L’ex sottosegretario responsabile per le migrazioni, Theo Francken, ha condannato la decisione di rimpatriare i bambini, sostenendo che potrebbe aprire la porta per il ritorno dei genitori nel paese. Francken ha inoltre sollevato dubbi sul fatto che si tratti di orfani.

La notizia dei rimpatri arriva dopo che 14 orfani sono stati portati a Parigi dalla Siria lunedì, in un gruppo che comprendeva due bambini olandesi-belgi consegnati alle autorità dei Paesi Bassi.


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