Esercizio della prostituzione nuovamente consentita in Belgio? La questione è diventata un caso, spiega il quotidiano belga Het Laatste Nieuws. In Belgio, a differenza che in Olanda, la prostituzione non è legale ma tollerata e per questa ragione, nel governo, nessuno ha voluto esplicitamente confermare il via libera per i Red light district del Paese.

La primo ministro Wilmès ha trovato, piuttosto, un escamotage, affermando che “sarà permesso tutti, ad eccezione delle attività esplicitamente vietate”.  Ieri, diverse case d’appuntamenti hanno riaperto dopo 3 mesi, scrive ancora il portale belga.

La domanda, in assenza di una regolamentazione specifica, è come verrà regolamentata questa professione di “contatto”. Secondo Het Laatste Nieuws, il sito della Maison d’Amour a Sint-Job-in-‘t-Goor (vicino ad Anversa) ha introdotto severe misure igieniche e di pulizia per escludere il più possibile il contagio: oltre alle mascherine obbligatorie, camere e docce vengono disinfettate con più frequenza.

Non tutti trovano logico che le prostitute possano tornare al lavoro. Le saune e le sale massaggi, ad esempio, rimarranno chiuse fino al 1 ° ma le prostitute hanno continuato ad esercitare nonostante il divieto e ciò potrebbe rappresentare un rischio per la diffusione del corona.

Tuttavia, stando al portale fiammingo, l’idea è che le istituzioni concordino un protocollo con i bordelli ma trattandosi di una professione non riconosciuta, di fatto, questa operazione non risulta semplice. Per ora, le città stanno gestendo la questione in maniera autonoma. Il 15 giugno, Anversa riaprirà le sue vetrine e ha già elaborato un protocollo di sicurezza.