The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

BELGIO

Belgio, rastrellamenti di “sans papiers” a Bruxelles e deportazioni. Unica speranza attivisti e amministrazione locale

Ma un edificio donato dal comune di Bruxelles può essere, almeno per l'inverno, la luce in fondo al tunnel



di Emiliano Morbioli

photo credit: Emiliano Morbioli

 

BRUXELLES – L’aveva promesso Theo Francken, sottosegretario per l’asilo e la migrazione ed esponente dell’alleanza neo-fiamminga: presto sarà nettoyage, “pulizia” del paese dai sans papier.

Il falco del governo, celebre per la sua linea dura, ha inaugurato l’operazione anti-migranti con lo sgombero di Parc Maximilien. Il parco è situato nel quartiere Gare du Nord della capitale ed è stato ribattezzato dai media “petit jungle” (piccola giungla), in riferimento alla baraccopoli di Calais già smantellata dalle autorità francesi a ottobre dell’anno scorso.

E Parc Maximilien sembra essere andato incontro alla stessa fine.
Il 20 settembre, alle prime ore del mattino, è stato dato il via a una lunga serie di retate. Le forze dell’ordine hanno colto l’occasione dei momenti di distribuzione di cibo e vestiti ad opera di alcune associazioni belghe per portare a termine con successo il rastrellamento.
È questa l’idea di “pulizia” per il governo Michel: la repressione e l’incarcerazione di tutti quei richiedenti asilo che scivolano lungo i margini dei rigidi schemi della normativa belga. Da tempo l’amministrazione si è detta sovraccarica di domande che non è in grado di gestire. Nella lunga e incerta attesa imposta da un sistema di ricezione inefficace, gli asylum seekers della capitale si trovano a vivere in un limbo giuridico che li rende facili bersagli della polizia, così come dei circuiti criminali e del lavoro nero.

L’inferno dei Centre Ferme

La destinazione ultima di tutti gli irregolari, a partire dal primo controllo documenti, saranno i Centre Ferme: centri di accoglienza assimilabili alle strutture di identificazione e di espulsione italiane. I centri sono vere e proprie prigioni, con finestre sbarrate e coprifuoco. Gli “ospiti” hanno orari prestabiliti per fare sport o uscire dalle camerate. Nei corridoi del centro il tempo si ferma, e chi non vince alla lotteria della richiesta d’asilo è destinato al rimpatrio. O alla strada. Molti internati, non sapendo perché o per quanto dovranno restare rinchiusi, cadono in depressione. Alcuni cercano la morte, come termine di un estenuante viaggio per la dignità che è andato troppo male.

Un Centre Fermé

Molte le espulsioni che non vanno a buon fine perchè regole o meno questa è sopravvivenza e chi sa di essere segnato cerca di sfuggire  al suo destino deciso da un burocrate. Perchè gli ospiti lascino il centro spesso le autorità ricorrono a mani e piedi legati, fazzoletti per coprire la bocca e tante botte. E capita che il volo venga annullato dal capitano, ostacolato dalle proteste di un detenuto e dei passeggeri, testimoni per un attimo di una situazione folle ma per la legge assolutamente normale.

E poi c’è chi non ci sta. Ad agosto sono state sei le persone che si sono rivoltate contro il trattamento disumano ad opera della polizia durante l’espulsione di un migrante. I contestatori sono stati arrestati e andranno incontro a un processo per interruzione del traffico aereo il prossimo mercoledì. La maggior parte dei rastrellamenti degli ultimi mesi coinvolgono richiedenti asilo provenienti dal Sudan. Per questo motivo il sottosegretario Francken ha chiesto e ottenuto l’invio una delegazione sudanese, per far sì che i detenuti potessero essere identificati ed espulsi. Di loro, 43 su 61 sono già stati rispediti a casa in un paese guidato da un primo ministro a vita, mai eletto e ricercato per crimini contro l’umanita dalla Corte penale internazionale di Den Haag. Un paese dove andranno incontro alle carceri, alle torture e spesso a morte certa.

La banalità del male

Per chi conosce la prassi della richiesta e attribuzione del diritto d’asilo, le vicende di Parc Maximilien rappresentano qualcosa che va oltre la violenza degli sgomberi: è l’ennesimo tassello di un sistema malato che crea illegalità e sofferenza. Il Partito dei Verdi (Ecolò) ha subito chiesto spiegazioni e condannato l’iniziativa di Francken. A rispondere è stato il Primo Ministro Belga in persona, dichiarando che le politiche di Francken sono in linea con la volontà del Governo.

Dai tribunali belgi è però arrivato l’ordine di sospendere le deportazioni verso il Sudan, dopo che alcune associazioni avevano mobilitato i loro avvocati e presentato ricorso alle espulsioni. Anche la corte di Strasburgo si è espressa a sfavore, marchiando le espulsioni come illegali.

Maximilian Park

Molte anche le associazioni in mobilitazione per offrire rifugio ai migranti, lontano da Parc Maximilien e dalle retate della polizia. Una tra tutte la Plateforme Citoyenne de Soutien aux Réfugiés, che ha inaugurato una piattaforma dove i cittadini possono manifestare la loro ospitalità offrendo ai migranti alloggio per qualche notte. L’iniziativa ha subito riscosso successo, arrivando a contare fino a 200 famiglie ospitanti e abbassando significativamente il numero di migranti costretti a vagare nelle strade la notte.

La luce infondo al tunnel

In fondo, dopo il caso degli sgomberi e con l’inverno alle porte, le condizioni inumane dei richiedenti asilo sembrano essere sulla bocca di tutti – soprattutto di chi vive nella capitale. Il comune di Bruxelles, vista la lentezza del governo federale nella ricerca di una soluzione ai problemi dei sans papiers, ha deciso di donare un edificio per la causa. Lo spazio è ora uno spot di accoglienza e di orientamento gestito dalle ONG, e tra qualche settimana dovrebbe accogliere tutti coloro che sono in transito a Bruxelles o in attesa dei documenti.

 

Lo spot sarà disponibile solo fino al mese di Marzo. Con l’arrivo della bella stagione infatti, finisce il periodo di emergenza  per i senza dimora, che possono tornare alla loro tragica normalità.






31mag.nl è un progetto indipendente di giornalismo partecipativo.
Raccontiamo gli esteri da locals, non da corrispondenti o inviati.

Diamo il nostro apporto all’innovazione nei media con news,
reportage e video inediti in italiano. Abbiamo un taglio preciso ma obiettivo.

RECHARGE US!