La notizia del commerciante belga che ha convinto i rapinatori entrati nel suo negozio a “tornare più tardi” sta facendo il giro del mondo: media e giornali da ogni angolo del globo hanno ripreso la vicenda, da Repubblica in Italia fino ad arrivare all’emittente americana CNN.

In breve, i fatti: sabato 27 ottobre alle 15 un gruppo di sei ragazzi è entrato in una rivendita di sigarette elettroniche a Montignies-sur-Sambre, nei pressi di Charleroi, in Belgio, chiedendo soldi e prodotti al proprietario Didier. L’uomo avrebbe cercato di prendere tempo, riuscendo a convince i rapinatori a tornare più tardi con la scusa che l’incasso di fine giornata sarebbe stato più consistente. Il gruppo avrebbe accettato e alle 18:30 -al terzo tentativo- è ritornato al negozio trovando ad aspettarli, però, non il solo proprietario ma anche la polizia.

Rapinatori pasticcioni? Dai media valloni, pero’, si legge altro. Secondo il portale francofono 7sur7, dietro la storia dei ‘rapinatori più imbranati del mondo’ si nasconde in realtà qualcosa di più rispetto alla semplice rapina di cui tutti parlano.

Infatti, l’irruzione dei sei ragazzi nel negozio di Didier sarebbe stata una tentata estorsione e non una rapina: 1000 euro, il ‘pizzo’ da pagare per il proprietario in cambio della protezione del gruppo. La decisione di tornare conferma l’assurdità della vicenda ma il racket, dietro al gesto, spiegherebbe meglio il perchè la gang si è presentata in negozio a volto scoperto e senza particolari precauzioni. 

Quello che si pensava essere una bizzarra rapina andata a vuoto, sembrerebbe rivelarsi quindi un’estorsione non andata a buon fine. Quale sarà la verità?