In Belgio gli pneumologi si sono detti preoccupati e arrabbiati per l’evoluzione del coronavirus, che negli ultimi giorni ha visto un aumento esponenziale dei nuovi casi di contagio. Desta preoccupazione anche l’approccio delle autorità, come riportato in una lettera aperta.

Gli pneumologi, in prima linea nella lotta contro il coronavirus, si chiedono cosa stiano aspettando i politici responsabili. “Il numero di infezioni sta esplodendo, c’è una crescita esponenziale, e inevitabilmente questo causerà un aumento dei ricoveri e poi dei decessi tra le prossime 2 e 6 settimane”, hanno avvertito.

Temiamo decine o centinaia di ricoveri nelle terapie intensive, di nuovo,” hanno dichiarato. “Un terzo dei pazienti morirà e molti sopravvissuti rischiano danni cerebrali e fisici dopo una lunga e difficile riabilitazione.”

“I pazienti anziani e maggiormente a rischio moriranno, a volte anche i quarantenni e in casi più rari i bambini. È questo che i politici responsabili stanno aspettando? Pensano di poter portare indietro le lancette dell’orologio in questo modo?”, spiegano esternando la loro rabbia e preoccupazione.

Secondo gli pneumologi, la mancanza di responsabilità non riguarda solamente alcuni individui che ignorano le regole per evitare i contagi. Alcuni politici, infatti, non comprendono la gravità della situazione: “A questo stadio, tracciamenti e test non ridurranno l’epidemia. Ciò che serve è soprattutto la protezione.”

Gli pneumologi puntano innanzitutto e soprattutto a sottolineare l’importanza delle norme sull’igiene delle mani. Inoltre, insistono sul mantenimento dell’uso della mascherina e sulla limitazione del numero di persone con cui entriamo in stretto contatto – la cosiddetta “bolla” – a un massimo di 10 individui. La popolazione dovrebbe inoltre essere adeguatamente informata, senza esagerare gli elementi irrilevanti, né sottovalutare o deridere la situazione.

Infine, gli pneumologi hanno espresso il loro sostegno agli esperti e agli scienziati che negli ultimi mesi si stanno dedicando allo studio del Covid e i cui ammonimenti, spesso, non sono stati ascoltati.