Diverse organizzazioni coinvolte nel settore culturale belga hanno intenzione di presentare un ricorso al Consiglio di Stato la prossima settimana contro le nuove misure contro il coronavirus, che hanno di fatto chiuso il settore, riferisce l’agenzia di stampa Belga News.

La mossa è stata annunciata durante la protesta di domenica dove avevano partecipato i pesi massimi della scena culturale nazionale come il direttore generale de La Monnaie, Peter De Caluwe, la direttrice di Charleroi Danse, Annie Bozzini, e il direttore artistico del teatro reale fiammingo KVS, Michael De Cock.

Dopo che l’entrata in vigore delle nuove misure lo scorso mercoledì, molti cinema, teatri e altri luoghi di cultura hanno annunciato che avrebbero resistito al divieto e si sarebbero attenuti al loro programma di eventi.

Tra i “resistenti” ci sono il Teatro Nazionale e il Circo Bouglione intenzionato ad aprire il suo tendone in Place Flagey a Bruxelles alla solita ora “in solidarietà con il settore culturale”, anche se limiterà il suo ingresso a 200 persone.

Per rafforzare la protesta, diverse istituzioni culturali e altri promotori hanno unito le loro forze per ricorrere contro le decisioni questa settimana.

I sostenitori dell’appello, basando la loro argomentazione sul principio di uguaglianza, dicono che il settore culturale ha già fatto notevoli investimenti per continuare ad operare in sicurezza. Chiedono urgentemente un quadro a lungo termine che sia praticabile e redditizio, insieme a misure di sostegno.

All’inizio di questa settimana, la francofona Lega per i diritti umani ha anche annunciato che presenterà un ricorso urgente al Consiglio di Stato.

Anche Recrea Belgium, che rappresenta le piste da bowling, si rivolgerà al Consiglio di Stato per contestare la chiusura obbligatoria delle piste da bowling. Citano la discriminazione e sottolineano che altri sport possono continuare. Aggiungono che il bowling è anche considerato una competizione ufficiale.

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