Almeno metà dei datori di lavoro belgi non rispettano, sin dal primo lockdown, le misure Covid. Il Ministro federale per l’economia e per il lavoro, Pierre-Yves Dermagne, ha pubblicato i dati a riguardo.

Dal 13 marzo, circa 1000 ispettori hanno condotto dei controlli – un totale di 17 633 – per capire se le compagnie stessero rispettando le misure d’igiene obbligatorie. Gli ispettori sono stati mandati dal servizio federale per l’occupazione pubblica, il lavoro e il dialogo sociale (FSP). Secondo l’indagine, 8 170 datori di lavoro (il 46%) non rispettano le misure imposte dal governo.

Se un’azienda viola le misure, tuttavia, non riceve necessariamente una multa. Un avvertimento è stato dato a 3500 compagnie, 92 hanno chiuso i battenti e 31 sono state segnalate all’ispettorato del lavoro.

L’ispettorato del lavoro può imporre delle sanzioni pecuniarie. Se l’ispettorato decide di non procedere, una multa potrà essere imposta dai servizi FSP.

Nella maggior parte dei casi, viene chiesto alle compagnie di rimediare subito alle infrazioni. Per quanto riguarda delle “piccole” violazioni, come fornire gel disinfettante e disporre le scrivanie secondo le regole di distanziamento, vengono imposte delle deadline.

“L’obiettivo è la sicurezza dei lavoratori”

“Durante questa seconda ondata, abbiamo visto che, troppo spesso, la regola del metro e mezzo di distanza viene infranta. Lo stesso succede con le regole di igiene in aree comuni, come nelle cucine o nelle mense,” ha dichiarato Lorenz Soetens, ispettore sanitario, a VRT.

In più, circa 3800 richieste sono state fatte dai datori di lavoro per ottenere maggiori informazioni riguardo alle politiche da adottare.

Il 16 ottobre, la Commissione Consultiva del Belgio ha reso di nuovo obbligatorio, quando possibile, il lavoro da casa. Dove il lavoro telematico non è possibile, sono richiesti degli standard igienici molto severi. 

Non possiamo controllare tutti, perché ci sono 400 000 compagnie in Belgio. I nostri ispettori fanno dei controlli in base alle segnalazioni ricevute da lavoratori e aziende,” ha spiegato Geert De Poorter, presidente della Commissione esecutiva del FSP.

“Chiediamo anche ad agenzie private che si occupano di salute e incolumità sul posto di lavoro di riportarci violazioni, ove le riscontrino,” ha aggiunto. “L’obiettivo non è fare multe, ma assicurarsi che le misure siano seguite e che i lavoratori siano protetti il più possibile”.