Author pic: EmDee Source: Wikipedia License: CC BY-SA 3.0

Il partito di estrema destra Vlaams Belang ha “restaurato” il monumento del Congo nel Parc du Cinquantenaire di Bruxelles, aggiungendo la versione francese e olandese della parola “arabo”.

Durante un’azione simbolica giovedì mattina, il senatore di Vlaams Belang Bob De Brabandere e il deputato Dries Van Langenhove hanno riposto le parole “Arabisch” e “arabe” (in olandese e francese “arabo”) sul monumento nel parco di Bruxelles. Lo hanno fatto per protestare contro quello che chiamano “l’attuale culto dell’iconoclastia e delle scuse“.

Il partito considera due pesi e due misure il fatto che oggi si chieda scusa per ciò che è stato fatto in un lontano passato, “pur rimanendo in silenzio sui crimini che ancora oggi si verificano”.

Il monumento recitava originariamente “L’héroïsme militaire belge anéantit l’arabe esclavagiste / De Belgische militaire heldenmoed verdelgt den Arabische slavendrijver” prima in francese, poi in olandese. (“L’eroismo militare belga stermina lo schiavo guidatore arabo”).

La targa è stata inizialmente eliminata negli anni Ottanta, ma è riapparsa non molto tempo dopo. Dal 2015,  è scomparsa definitivamente, perché era vista come un’offesa per l’intera comunità araba di Bruxelles.

“Ipocrita”, secondo Vlaams Belang, dal momento che i mercanti di schiavi arabi hanno avuto un ruolo storico nella regione fino ad allora. Il partito ha quindi riposto simbolicamente le parole. “Dopotutto, se un tipo di crimine richiede delle scuse, perché rimuovere l’altro?” Le atrocità del passato non vanno negate, ma il “culto delle scuse” e la “polizia del pensiero” vanno fermati, secondo De Brabandere.

L’azione di Vlaams Belang arriva dopo che re Filippo ha scritto una lettera al presidente congolese Félix Tshisekedi, in cui esprimeva il suo “profondo rammarico” per le crudeltà coloniali avvenute in Congo.