IKEA sta discutendo con i governi di 9 paesi, tra i quali il Belgio, la restituzione dei sussidi-corona: secondo il De Tijd,
la società ha avviato colloqui, appunto, con Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna e Stati Uniti perchè le previsioni dei danni subiti dalla pandemia sarebbero state sopravvalutate.

Le cose, insomma, non sarebbero andate così male per il colosso dell’arredamento low-cost aveva stimato perdite di fatturato nell’ordine del 70-80% ma in realtà queste previsioni sarebbero state inesatte: l’unico effetto concreto sarebbe stato uno spostamento in avanti dell’introito previsto. Quanto non è stato acquistato prima, sarebbe poi arrivato dopo. 

Stando al quotidiano fiammingo, il gruppo si impegna a restituire i soldi erogati, o perlomeno parte di essi e per questa ragione sta discutendo con i governi le modalità. 

In Belgio, tale sostegno ha assunto principalmente la forma di disoccupazione temporanea, che ha consentito alle società di licenziare temporaneamente il personale mentre i negozi erano chiusi.