Marc Ryckaert, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Il presidente del CD&V Sammy Mahdi vuole intervenire sugli «eccessi» del sistema delle auto aziendali, dopo aver sostenuto in passato di preferire «ingoiare una lampadina» piuttosto che abolirle. Al centro del dibattito ci sono soprattutto le cosiddette auto-salario, cioè le vetture aziendali che fanno parte della retribuzione e possono essere utilizzate anche privatamente, dice 7sur7.
In Belgio ce ne sono 520.361, secondo i dati dell’ONSS. Il numero complessivo delle auto intestate ad aziende è molto più alto, oltre 1,27 milioni, ma comprende anche veicoli di servizio e mezzi utilizzati da autonomi.
Lo Stato non paga direttamente queste automobili: il vantaggio deriva soprattutto dalle agevolazioni fiscali. Un’auto elettrica aziendale da 100.000 euro può generare, nell’esempio citato dal giornale, fino a circa 35.500 euro di vantaggi fiscali complessivi tra ammortamento e IVA, anche se vengono applicate altre imposte e contributi.
Non esistono dati ufficiali sul numero di auto aziendali dal valore superiore ai 100.000 euro. La media delle nuove auto aziendali è di circa 49.000 euro, quindi i modelli di fascia altissima rappresentano una minoranza.
Cosa può fare lo Stato
Il governo non può semplicemente togliere un’auto-salario prevista dal contratto di lavoro. Può però modificare le regole fiscali, riducendo la deducibilità, modificando il calcolo del beneficio in natura o aumentando i contributi.
Una riforma è già in corso: le auto termiche nuove vedranno progressivamente ridursi i vantaggi fiscali fino alla loro completa eliminazione dal 2028. Le auto elettriche restano invece interamente deducibili per quelle acquistate nel 2026, con una riduzione progressiva della deducibilità a partire dal 2027.
Secondo il Bureau fédéral du Plan, una tassazione delle auto-salario identica a quella di uno stipendio potrebbe teoricamente generare circa 5,2 miliardi di euro in più all’anno. Si tratta però di una simulazione: il gettito effettivo dipenderebbe dalle reazioni di aziende e lavoratori e potrebbe variare tra poco più di 3 e poco più di 6 miliardi.







