Diciannove comuni in Belgio si candidano per ospitare dei centri di detenzione giovanili, opponendosi così al sovraffollamento delle carceri. Il progetto sarebbe perfettamente in linea con quello del ministro della Giustizia Vincent van Quickenborne (Open VLD).

 

Alla fine del 2020, il ministro della Giustizia belga ha inviato una comunicazione ai governatori federali chiedendo loro di trovare, in collaborazione con i sindaci, dei luoghi adatti ad ospitare dei centri di detenzione, ciascuno volto ad accogliere tra i 40 e i 70 detenuti al massimo.

 

“Tutti i governatori si sono dati da fare. Hanno inoltrato repentinamente le informazioni ai diversi sindaci per verificare se ci fossero degli edifici disponibili ed adeguati per essere trasformati in centri di detenzione. Inoltre, le informazioni fornite dalla Régie des Bâtiments  e un’analisi delle finanze a disposizione hanno dato grandi speranze per la realizzazione del progetto. Siamo anche in contatto con Fedasil per valutare altri percorsi da seguire”, ha precisato il ministro, interrogato sulla questione da un deputato. 

 

I comuni candidati

Il ministro ha nominato i comuni candidati, di cui sei in Vallonia e due nella regione di Bruxelles. Le città seguenti potranno quindi accogliere dei centri di detenzione: Anderlecht, Audenarde, Courtrai, Dinant, Flémalle, Gand, Genk, Huy, Liedekerke, Marneffe, Mol, Namur, Ninove, Ostende, Schaerbeek, Steenokerzeel, Roeselare, Wortel et Xhoris. “Niente è ancora stato deciso in via definitiva”, aggiunge però van Quickenborne.