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Il re Philippe dovrebbe scusarsi a nome del Belgio per le atrocità commesse da Leopoldo II in quello che era allora il Congo belga, secondo Joachim Coens, presidente del partito cristiano CD&V.

Il dibattito in corso sulla posizione del Belgio in relazione al suo passato coloniale è stato scatenato dagli eventi negli USA e si è concretizzato in un movimento che chiede di rimuovere il razzismo istituzionale dalle forze dell’ordine e di eliminare le statue del re-carnefice.

Secondo Coens, presidente del partito cristiano-democratico fiammingo, parte del governo  ad interim: “Bisogna riconoscere che questo è un problema su molti livelli. E penso che il re sia la persona più adatta. ” Ma mentre la dichiarazione dovrebbe venire dal re, ha detto Coens, deve anche essere sostenuta dal governo, di cui il suo partito è membro.

“In definitiva, sono i politici che hanno la responsabilità delle dichiarazioni del re”, ha detto al programma della VRT De Afspraak. L’anniversario dell’indipendenza del Congo, il 30 giugno, sarebbe un buon momento, ha detto.

Le proteste hanno avuto un impatto:  le università di Mons e Luven hanno rimossi i busti di Leopoldo dai loro locali. E sia i ministri dell’istruzione della Comunità fiamminga che di quella francofona hanno affermato che il colonialismo e i suoi effetti formeranno ora una parte obbligatoria del programma di studi nelle scuole superiori.