La primo ministro Sophie Wilmès ha deciso, durante una riunione del comitato sanitario nazionale che non verranno introdotte nuove misure-corona, nonostante l’incremento dei casi. Il comitato consultivo, composto da rappresentanti dei governi federali e regionali, è stato convocato su iniziativa delpresidente fiammingo Jan Jambon. Il Limburg e Anvers sono le province colpite da più contagi. 

Il problema del tracciamento

Due esperti hanno presenziato come consulenti per i politici: la dott.ssa Erika Vlieghe, presidente del gruppo di esperti GESS per il rilassamento delle misure, e Karine Moykens, che presiede il comitato per il tracciamento dei contagi. Quest’ultimo è un argomento importante per affrontare la recente riacutizzazione di nuove infezioni.

L’incremento di contagi prosegue da 11 giorni e questa nuova ondata, a quanto pare, investe soprattutto persone più giovani: l’età massima, infatti, è di meno di 60 anni con picchi nella fascia delle persone con meno di 30.

Visto l’impatto meno negativo su queste fasce, il governo ha stabilito che per ora non verranno reintrodotte misure di lockdown ma si cercherà di lavorare su quelle esistenti.

Un suggerimento è stato quello di includere i medici di famiglia nella rete di tracciamento, ma l’associazione fiamminga per i medici di famiglia, Domus Medica, ha obiettato che i medici sono già troppo sovraccarichi di lavoro.

Intanto, l’autorità per la protezione dei dati, precedentemente nota come Commissione per la privacy, ha dato il via libera all’inchiesta sui movimenti degli infetti. Molti, però, avevano sollevato un possibile problema di privacy con questo tipo di tracciamento. “Nel decreto reale si legge che le persone possono essere interrogate sui loro movimenti”, ha affermato il presidente dell’autorità David Stevens.