Il collettivo “Geen vodje papier” vuole portare il caso del coprifuoco in Belgio alla corte costituzionale, dopo che il consiglio di stato ha respinto il loro appello.

L’iniziativa “Geen vodje papier” (Nemmeno un graffio sulla carta), è stata iniziata da Karin Verelst, dottore in filosofia, e Jan De Grote, esperto legale. I due dicono che la misura anti-covid del coprifuoco viola la costituzione. 

Il consiglio di stato non ha dichiarato la pratica incostituzionale, ma la ha dichiarata “ammissibile”, quindi puó continuare il suo iter verso altre corti.

Il consiglio di stato è l’istituzione che si occupa di casi che mettono in dubbio la legalità delle decisioni del governo. Normalmente, controlla anche le proposte del governo, prima che divengano leggi.

“Durante le procedure, dobbiamo presentare al consiglio di stato una decisione preliminare della corte costituzionale. Quello sarebbe infatti il miglior modo per risolvere il nostro caso”, ha detto il collettivo.

La Corte Costituzionale del Belgio, è una corte speciale che controlla da un lato la conformità con le divisioni di potere di stato federale, comunità e regioni, e dall’altro la conformità con i diritti costituzionali.

Secondo “Geen vodje papier”, il consiglio di stato ha detto che vista la serietà della crisi sanitaria, l’atto sulla Sicurezza Civile del 2007, da abbastanza basi legali per il decreto ministeriale sul coprifuoco.

Il collettivo dice che però questo contraddice la conclusione del Consiglio di Stato, che riconosce la base legale problematica, ma ha preferito passare il caso alla corte costituzionale.

Secondo il collettivo, il consiglio di stato sta concedendo completa libertà al governo, che sta implementando misure da stato di emergenza.

Questo non è il primo ricorso che viene respinto dal consiglio di stato, poco tempo fa ha respinto quello di due rappresentanti del settore Horeca. Il ricorso riguardava l’ordine del 18 Ottobre di chiudere tutti i bar e i ristoranti.