Aziende di diversi paesi hanno mostrato interesse per un bracciale che aiuta a mantenere la distanze, inizialmente realizzato per i lavoratori portuali ma ora utile per il dopo corona. Il bracciale è stato creato dalla Rombit, un’azienda belga specializzata nella conversione digitale dei servizi marittimi, dei terminali portuali e degli impianti petrolchimici. 

L’invenzione si basa su un bracciale di sicurezza, modificato in modo da permettere a chi lo indossa di capire se sta rispettando la distanza di 1,5 metri da chi lo circonda. Infatti, il bracciale invia un segnale nel caso l’individuo si avvicini troppo ad una persona che indossa lo stesso apparecchio. 

Funzionando senza internet, l’unico requisito è che ognuno ne abbia uno. Per di più, secondo l’azienda la protezione della privacy è massima: nessuna informazione viene trasmessa riguardante la posizione del bracciale. Al massimo, al fine di aiutare a tracciare i contatti di una persona poi positiva al COVID-19, l’oggetto può memorizzare quale altro bracciale è risultato vicino alla persona infetta.

Al porto di Anversa, la maggior parte dei lavoratori utilizza il bracciale nella sua versione originale, che permette di ricevere un avviso nel caso ci si avvicini troppo ad una gru o di un carroponte. A causa della situazione con il coronavirus, l’Autorità portuale si è mostrata interessata al nuovo sviluppo del bracciale e ha già effettuato un primo ordine a Rombit

L’amministratore delegato dell’Autorità in questione, Jacques Vandermeiren, ha riferito che “l’innovazione e la trasformazione digitale sono cruciali in tempi di crisi come questi”. “E’ essenziale mantenere il porto in funzione, e mantenere allo stesso tempo i lavoratori in sicurezza. Perciò, vediamo un grande potenziale in questa soluzione e a breve inizieremo la sperimentazione su un gruppo di lavoratori”, ha continuato lo stesso Vandermeiren.

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