In Belgio, la disoccupazione è in aumento soprattutto tra gli studenti, che hanno perso più di 100,000 posti di lavoro nel 2020. A dirlo sono  i nuovi dati dell’ufficio di sicurezza nazionale (ONSS).

Una relazione sullo stato del mercato del lavoro, nel secondo quarto del 2020, mostra che il numero di contratti per studenti sia calato del 33% rispetto al 2019. I dati contano i 125,000 impieghi, scomparsi per chiusura e bancarotta, causate della pandemia.

La perdita di lavoro è peggiore per gli studenti che lavorano nel settore culturale e artistico (-68%), seguiti da chi lavora nella comunicazione (-54%), e poi dai lavoratori horeca (-48%).

Le ore di lavoro per gli studenti sono diminuite del 25%, con il declino maggiore nel settore horeca (3,1 milioni di ore in meno).

Un settore lavorativo in crescita è stato quello dell’agricoltura, con assunzioni di studenti in salita del 72%, reclutati in mancanza di lavoratori stranieri. I datori di lavoro, si sono infatti ritrovati di fronte a una mancanza di dipendenti, dovuta alla chiusura dei confini.

Anche la sanità, a corto di lavoratori, impiega sempre più studenti (il 27% in più) per mansioni mediche e non. Ma i problemi non finiscono, infatti molti sono assunti come tirocinanti e non vengono pagati adeguatamente.

Gli studenti sono tra i più colpiti dagli effetti collaterali della pandemia, con scuole chiuse e aumento della disoccupazione, molti di loro si sono trovati costretti a tornare a casa dai genitori e a perdere parte della loro indipendenza economica.