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Belgio, Amnesty denuncia: diritti umani degli anziani violati durante la pandemia

Amnesty ha accusato il Belgio di violazione dei diritti umani durante la pandemia nelle case di riposo. L’ultimo report dell’ong parla di scaristà di cure nelle residenze per anziani.

Il documento è basato sulle testimonianze di ospiti nelle case di riposo raccolte tra marzo e ottobre. Le varie residenze non erano preparate a sufficienza per gestire i contagi. Infatti, le case per anziani possiedono un protocollo per gestire le malattie infettive, ma non erano preparate a un numero alto come quello della prima ondata.

Citando un altro studio, pubblicato a luglio da Medici Senza Frontiere, il 64% dei morti per covid  in Belgio sono stati anziani in casa di riposo. Un totale di 6200 persone, 4900 delle quali non sono arrivate in ospedale. Prima del covid, l’86% dei residenti gravemente malati si trasferiva in ospedale. Durante la pandemia la percentuale è scesa al 57%.

Il direttore di Amnesty International Vlaanderen ha ricordato la necessità di non affollare le sale degli ospedali. Ma ha aggiunto che tale necessità non giustifica l’assenza di tutele e diritti per gli anziani.

Le case di riposo hanno avuto problemi di organizzazione generale durante la prima ondata. Oltre agli anziani residenti, ci sono stati molti casi di positività fra i membri dello staff per mancanza o scarsità di test. Mancavano anche equipaggiamenti protettivi, concessi solo in caso di positività confermata. “Ma non potevamo provare il contagio: non si facevano i test” hanno raccontato a VRT.

I fallimenti nella gestione della prima ondata risalgono ai primi mesi del 2020. Ci sono stati tagli alle ispezioni nelle case di riposo. I medici si sono rifiutati di visitare i pazienti e i movimenti di questi ultimi sono stati ristretti. Chi aveva patologie mentali è stato immobilizzato. I pazienti con capacità fisiche e motorie hanno visto restringersi la propria libertà senza giustificazione.

Il report di Amnesty conclude parlando di “violazione dei diritti umani” e indica che probabilmente molte persone sono morte prematuramente per le scarse cure ricevute.

Il ministro fiammingo della salute Wouter Beke (CD&V) è apparso  a VRT ma si è rifiutato di parlare del report. Ha solo comunicato che i vari parlamenti stanno discutendo l’argomento e apporteranno dei cambiamenti.