In Belgio le scuole riapriranno gradualmente. Questa sembra l’approccio  da parte dei sindacati dell’istruzione, le organizzazioni e il ministro fiammingo dell’istruzione Ben Weyts che hanno trovato un accordo nell’allentare alcune norme del lockdown.

Le scuole riapriranno da venerdì 15 maggio, quando potranno ricominciare le classi della scuole elementari e alcune delle superiori, riporta VRT.

il ministro dell’istruzione Ben Weyts valuterà una settimana dopo, il 22 maggio, insieme al consiglio se i tempi saranno maturi per riaprire anche la seconda e la quarta superiore. Se i risultati saranno positivi queste classi riapriranno il 29 maggio.

Inizialmente, il Consiglio di sicurezza nazionale belga ha annunciato che potevano essere entrare nelle classi solo 10 studenti contemporaneamente, per osservare correttamente le norme di distanziamento sociale. L’entrata a scaglioni  vedrebbe molte classi divise in tre causando grossi problemi di organizzazione delle lezioni.

Probabile che il numero venga esteso a 14 per classe garantendo uno spazio di quattro metri per quadrato per ogni studente. Così le insegnanti avrebbero la possibilità di lavorare con una metà di studenti al mattino e l’altra metà al pomeriggio – ha dichiarato Lieven Boeve dell’organizzazione Catholic Education alla VRT. 

Le mascherine saranno obbligatorie per tutto il corpo docente e per gli alunni di età superiore a 12. Se c’è spazio sufficiente in classe e i docenti possono insegnare a una distanza sufficiente dagli alunni, le maschere possono essere omesse, a condizione che tra l’insegnante e gli alunni sia montata una parete di plexiglass o gli insegnanti indossino uno schermo facciale standardizzato, ha puntualizzato Boeve.

Una maggiore flessibilità per quanto riguarda il numero di giorni di insegnamento sarà data anche a tutte le scuole, in modo che possano decidere da soli ciò che è e ciò che non è gestibile.Sottolineiamo, ancora una volta, che la riapertura delle scuole deve essere sicura e gestibile“, ha detto a De Standaard, il portavoce del ministro Ben Weyts.

“Vogliamo fare il massimo che possiamo, ma nella massima sicurezza. Ogni scuola deve ricevere il via libera, sulla base di un’analisi del rischio e di una decisione del consiglio scolastico dopo la consultazione sociale”, ha concluso il portavoce.