Pic: Mechelen. Source: Wikipedia

Il settimanale belga Knack, nel numero in edicola la scorsa settimana, ha bocciato al “fact-checking” un pezzo apparso ad inizio gennaio sulla versione online del settimanale italiano l’Espresso. L’articolo, firmato da Federica Bianchi e titolato “Fuga da Bruxelles” sostiene che “per la paura degli attentati, migliaia residenti avrebbero abbandonato la capitale per trasferirsi a Mechelen, appena più a nord.

Nella rubrica “Factchecker”, il periodico belga, uno dei principali settimanali del Paese, ha bocciato senza appello l’articolo come “onwaar”, ossia falso. Bart Somers  sindaco del piccolo centro nella provincia di Anversa, contattato dal redattore “fact checker” Jan Jagers, è caduto dalle nuvole: “No sense”, avrebbe risposto al settimanale fiammingo.

Richiamando l’intervista con la giornalista de l’Espresso, il borgomastro sostiene di non aver mai parlato di migliaia. Anzi, non avrebbe mai potuto parlare di migliaia perchè, tra il 22 marzo 2016 -giorno degli attentati in Belgio- e la fine dello scorso anno, sarebbero solo 246 i residenti della capitale che hanno scelto di trasferirsi a Mechelen. A voler includere l’intero anno solare, non si va tanto più su: da gennaio a dicembre 2016, sarebbero stati appena 303 i nuovi abitanti del piccolo centro delle Fiandre, provenienti da Brussel.

Secondo il parere del sociologo Stijn Oosterlynck dell’Università di Anversa, raccolto dal settimanale belga, è difficile immaginare trasferimenti repentini di massa legati ad un evento singolo. Scrive ancora Knack, citando uno studio del Belgisch Instituut voor de Veerkeersveiligheid (BIVV): è vero che gli attentati hanno scoraggiato la partecipazione a  molte attività pubbliche da parte di un numero consistente di belgi ma da qui a trasferirsi in massa -conclude il settimanale- ne passa.