I braccianti agricoli continuano a lavorare come sempre, anche se risultano positivi al Covid-19 e obbligati alla quarantena.  La spiegazione data all’eccezione delle regola valida per tutti è che, il lavoro di un operaio agricolo stagionale è strettamente legato al tempo. Quando arriva il momento di raccogliere le coltivazioni, bisogna farlo subito e non si può aspettare neanche sette giorni. Spesso i braccianti sono lavoratori che arrivano direttamente dalla Bulgaria.

Questa eccezione non ha però l’approvazione del virologo Marc Van Ranst, che ribatte in un post Twitter “questo è il modo in cui le misure di quarantena vengono erose passo dopo passo. L’intero sistema di lavoro stagionale, in cui i lavoratori a basso salario sono importati e sono spesso costretti a vivere in condizioni precarie, sarebbe meglio fosse abolito o almeno modificato completamente”.

Questi lavoratori effettuano il test una volta arrivati in Belgio e, ancora, sette giorni dopo. Ma nonostante arrivino da una zona rossa, non sono obbligati a rispettare la quarantena di sette giorni imposta per tutti, poiché il loro lavoro è dettato dal tempo della natura.

Un proprietario agricolo sostiene che i suoi lavoratori alloggiano in un magazzino della fattoria e non sono autorizzati a lasciare la zona durante il loro soggiorno. Lavorano, vivono insieme e rimangono al chiuso quando non lavorano. “Facciamo in modo che abbiano tutto quello di cui hanno bisogno”, dichiara il proprietario.  

Anche il sindacato degli agricoltori, sostiene che possano continuare con il loro lavoro anche durante la quarantena. Questo non convince Van Ranst, che ribatte “non è mai stata prevista un’autorizzazione per le persone alla quarantena di gruppo”.  E mentre tutto il resto della popolazione deve seguire le regole della quarantena imposte, loro rappresentano un’eccezione.