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Nel 1912, durante gli scavi a Tell el-Amarna, gli archeologi scoprirono una statuetta del faraone Akhenaton e della consorte Nefertiti risalente al XIV secolo a.C. Della coppia sappiamo che furono re e regina d’Egitto alla fine della XVIII dinastia. Alcuni storici, ma la questione è ancora fortemente dibattuta, credono che la regina d’Egitto Neferneferuaton fosse soprannominata “Nefertiti”, che letteralmente significa “una bella donna è venuta”. Il suo regno accanto ad Akhenaton ebbe inizio nel periodo di maggiore prosperità della storia egizia. Nessun’altra regina egizia appare saldamente legata al trono del marito quanto Nefertiti: le sue rappresentazioni al fianco di Akhenaton le conferirono onori fino ad allora ineguagliati.

Oggi l’artista olandese Bas Uterwijk ha cercato di trovare la risposta alla domanda che da secoli lascia perplessi gli egittologi e gli amanti dell’arte: che aspetto aveva veramente Nefertiti? Uterwijk ha utilizzato l’intelligenza artificiale che gli ha permesso di analizzare ritratti, sculture e incisioni e trasmettere i dati in una trasposizione fotografica.

 

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L’artista, tuttavia, ammette che i suoi ritratti si basano più sulle sue impressioni personali. “Il metodo che uso è considerato scientifico, a causa dell’aspetto molto realistico del risultato. Ma la maggior parte dei miei ritratti sono in realtà basati sulle mie impressioni e sono quindi soggettivi”, ha dichiarato Uterwijk.”Nefertiti e Akhenaton erano una coppia affascinante e volevo cercare di catturare il loro carisma”.

Bas Uterwijk e la ricostruzione del volto di Gesù

Di sé e del suo progetto ha spiegato in un post su Instagram: “sono un fotografo professionista da 14 anni, ma ho un background in immagini generate al computer ed effetti speciali. Poco più di un anno fa mi sono imbattuto nel software di Artbreeder (ex Ganbreeder) che utilizza una rete neurale addestrata su fotografie e dipinti di migliaia di volti umani. Questa applicazione permette di combinare più fonti di volti e fonderli in una versione sintetizzata, guidata dalle decisioni artistiche dell’utente.”

Un giorno Uterwijk si è imbattuto in diverse rappresentazioni culturali di Gesù di Nazareth di origine bizantina e rinascimentale tra cui il “Salvator Mundi” di Leonardo da Vinci, e la Sindone di Torino.

Modificando l’etnia per ottenere un volto mediorientale più convincente, si è detto contento del risultato, anche se insoddisfatto per le fattezze troppo occidentali e moderne del ritratto. “Così ho cambiato i capelli e la barba con una lunghezza e uno stile più credibili per l’epoca e il mondo circostante. Ho aggiunto poi  elementi che si trovano in alcuni ritratti di mummie del Fayyum – una serie di circa 600 ritratti funebri, fortemente realistici, realizzati per lo più su tavole lignee, che ricoprivano i volti di alcune mummie egizie d’età romana – lasciando la lettura rinascimentale sullo sfondo. Il risultato è un’impressione artistica di come quest’uomo avrebbe potuto apparire, più che una ricerca scientifica di un’esatta somiglianza.

 

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