Secondo il presidente della Banca Centrale Olandese, Klaas Knot, è necessario che i 19 Paesi membri dell’Eurozona integrino maggiormente le loro economie. Lo scopo sarebbe quello di evitare un possibile collasso della moneta unica, ha dichiarato Knot martedì.

Senza questa integrazione, la disuguaglianza economica tra i paesi dell’Eurozona aumenterà, ha detto Knot nella conferenza annuale di HJ Schoo, organizzata dalla rivista Elsevier.

Secondo il presidente della DNB (De Nederlandsche Bank), il ruolo dei politici è quello di incoraggiare un’integrazione delle economie europee. “I vantaggi del mercato interno per i Paesi Bassi sono compresi tra € 6.000 e € 10.000 per famiglia all’anno”, ha affermato Knot. “Guadagniamo un reddito dignitoso grazie al mercato unico europeo”.

Tuttavia, chi beneficia maggiormente del libero mercato e dell’euro non sono tanto i cittadini, quanto l’industria olandese. “Se una grande parte [della popolazione] vede l’Europa principalmente come un fattore positivo per le aziende, con pochi vantaggi pratici, l’intero progetto europeo è a rischio”, ha affermato. Il sostegno al progetto europeo è un problema anche nei paesi del sud come la Grecia e l’Italia, che hanno beneficiato molto meno dell’euro, ha detto Knot.

Secondo Knot, il pacchetto di sostegno per il coronavirus da 750 miliardi di euro, è un passo importante per ristabilire l’equilibrio nella zona euro. Un secondo passo potrebbe essere quello di assicurarsi che i bilanci dei singoli paesi siano più in linea tra loro.

I Paesi con alti livelli di debito dovrebbero impegnarsi a ridurlo, quando l’economia lo permette, in modo che sia in linea con quello degli altri. Inoltre, coordinando meglio la politica economica tra i vari membri della zona euro, i Paesi più deboli potrebbero giovarne aumentando la propria competitività. “Questo sarebbe positivo per le loro esportazioni, per la loro crescita e occupazione, e per gestire i loro debiti statali”, ha detto Knot.

Per quanto riguarda i Paesi Bassi, ha detto, “sarebbe positivo esaminare il nostro sistema fiscale in modo critico, in modo da ridurre la tassa sul lavoro e fare in modo che le persone ricevano stipendi più alti“.